Un libro in pelle umana Scienza e leggende nella giornata dei musei

La Biblioteca esporrà domani un raro (e macabro) trattato di anatomia dell'800

Francesca Amè

Il mitico Paolo Villaggio ci ha fatto ridere tutti quando descriveva la poltrona di pelle umana del direttore del ragionier Fantozzi, ma c'è stato un tempo in cui la pelle, la nostra pelle, veniva usata per davvero per ricoprire oggetti comuni. Per rilegare libri, ad esempio. Non ci credete? Allora andate da domani e fino al 18 giungo alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, cercate la Sala Federiciana e preparatevi alla vista di un libro che sembra uscito da una trama horror. Si tratta del Traité d'Anatomie descriptive, physiologique et pittoresque à l'usage des artistes di Henri van Holsbeék, pubblicato a Bruxelles-Leipzig nel 1861e di proprietà della Biblioteca Ambrosiana. La sua particolarità risiede nella rilegatura in pelle umana femminile, realizzata da Gustave Rykers, a Bruxelles nel 1861 Un trattato di anatomia ricoperto da pelle umana: avete letto bene. Sarà esposto eccezionalmente in occasione della Giornata internazionale dei Musei del 18 maggio che quest'anno ha per tema Musei e storie controversie: raccontare l'indicibile nei musei. E che cosa c'è di più indicibile di un libro come questo?

Gli studiosi hanno approfondito la cosa ed è emerso che, specie nel Seicento, la bibliopegia antopoderminca (termine tecnico per dire che è stata usata pelle umana per rivestire libri o cataloghi) era un pratica non così rara. Pare che venisse applicata nei testi che raccoglievano le confessioni di reati penali da parte dei colpevoli (una punizione post mortem, dunque?) ma anche, come nel caso del voume dell'Ambrosiana, di persone che offrivano la propria pelle per rilegare libri da lasciare come ricordo ai propri cari dopo la morte. Attorno a libri di questo genere fioriscono leggende (date un'occhiata in Rete se l'argomento vi affascina), ma sono davvero pochi gli esemplari certificati in pelle umana come quello ora in mostra all'Ambrosiana. Un altro è stato scoperto nella Houghton Library dell'Università di Harvard solo nel 2014, dopo che alcuni studiosi osservarono veri e propri pori sulla copertina del volume. Sul quel terreno sottile che separa la curiosità dalla morbosità per il macabro, la Pinacoteca Ambrosiana ha allestito un bel percorso espositivo, arricchito di apparato didattico, fotografie e ingrandimenti del testo, nella Federiciana, che è la sua antica sala di lettura: qui sono raccolti anche i fogli del Codice Atlantico' di Leonardo (capaci di catalizzare sempre l'interesse dei visitatori, Obama incluso) e la celeberrima Canestra di frutta del Caravaggio.