Maldini, Krizia e Cossutta I nuovi nomi al Famedio

Saranno 15 le personalità iscritte al Monumentale Tra loro anche il rettore Mantegazza e Umberto Eco

Stefano Giani

Una pattuglia di partigiani, insieme a volti legati a letteratura, arte, cinema, moda e sport. Milano perde volti illustri e ne scolpirà il ricordo sulla pietra del Famedio. Quindici prestigiosi nomi che la dicono lunga sulle intelligenze che il destino si è portato via. Uomini e donne che hanno segnato la storia della città e restano nella mente non solo di chi li ha conosciuti di persona. Mariuccia Mandelli, nota come Krizia, ha dominato le passerelle per decenni e ora giunge al traguardo poco desiderabile dell'onore di un camposanto proprio nel giorno che precede la settimana della moda femminile di cui è stata icona. O Cesare Maldini, primo italiano a sollevare la Champion's, quando si chiamava Coppa dei Campioni. Triestino anche durante gli anni milanesi, Maldini legò i suoi trascorsi al Milan e alla Nazionale.

Tra i concittadini adottivi spicca il nome dell'alessandrino Umberto Eco, nelle sue varie declinazioni intellettuali di semiologo, filosofo, scrittore di saggi e romanzi. Si ricordi Apocalittici e integrati fra i primi e Il nome della rosa fra i secondi. E all'ambito accademico - in cui Eco fu figura di grande spicco - appartiene anche il varesino Paolo Mantegazza, docente di Farmacologia e dapprima preside di Medicina e poi rettore della Statale dal 1984 al 2001, quando gli successe lo storico Enrico Decleva, rimpiazzato pochi anni fa dall'attuale Gianluca Vago.

L'arte è rappresentata invece da Lucilla Morlacchi indimenticata interprete de Il gattopardo di Luchino Visconti e Una storia milanese del nipote Eriprando Visconti oltre che attrice guida dell'allora Pierlombardo. La scultrice Bianca Orsi mancata a 101 anni dopo aver attraversato tutto il '900 artistico al fianco di Carlo Carrà e Marino Marini. O il longevo architetto Guglielmo Mozzoni - morto a 99 anni - che, come la Orsi, vantava trascorsi partigiani e, come lei, era legato all'arte avendo sposato la fondatrice del Fai Giulia Maria Crespi. Sempre dalle file dell'Anpi proviene Gianfranco Maris, senatore del Pci e avvocato, mancato nel 2015 a 94 anni con un passato di deportato nei lager nazisti. O Armando Cossutta, fondatore di Rifondazione comunista e Agostino Casali che l'Anpi la presiedette. Omaggi anche per Cesare Johnson artista delle medaglie, la designer Anna Castelli Ferrieri, la fotografa Carla Cerati, il pittore Giancarlo Ossola e l'imprenditrice Piera Santambrogio.