Manifestazione per contestare le proibizioni imposte dall'Ue

Il miglior modo per combattere i vizi è quello di assecondarli. Oscar Wilde non avrebbe esitato a scendere in piazza apprendendo della direttiva europea che, se approvata, da ottobre vieterà le sigarette aromatizzate come quelle al mentolo, le slim, i formati da dieci, la sigaretta elettronica e impone la diffusione di pacchetti con foto di cancri alla gola, polmoni sanguinanti e altre immagini mortali che dovrebbero dissuadere il fumatore dalla tentazione delle bionde. La normativa impartirà al fumatore anche il divieto di ricoprire i pacchetti con il portasigarette preferito, affinché le immagini raccapricianti stampate sul 75% del cartoncino non vengano nascoste.
Contro questo passo coercitivo e in nome della libertà del cittadino di vivere, ma soprattutto di morire, come sceglie, il comitato «Save the choice» ha organizzato ieri e oggi una manifestazione in via Festa del Perdono, di fronte all'Università degli studi di Milano, dalle 11 alle 17. Testimonial dell'iniziativa il giornalista Filippo Facci, mezzo di protesta: l'Ipad. In tutta Italia la raccolta firme contro l'iniziativa europea, che confonde prevenzione con imposizione, sarà organizzata via Ipad da «Save the Choice», un comitato composto da persone che si muovono in nome della libertà individuale, convinte che il ruolo delle istutizioni non sia quello di fare da balia ai cittadini, ma garantire una diffusione corretta di informazioni in base alle quali un cittadino ha la libertà di scegliere di «quale morte morire», sentenzia la saggezza popolare.
Tra i suoi sostenitori il comitato conta le fondazioni Magna Carta, Italianieuropei, Formiche e l'adesione di numerose istituzioni liberali. Milano è la prima città da cui l'iniziativa parte, forse per ricordare al legislatore europeo che un bravo cittadino deve poter scegliere se fumare o no, ma purtroppo non può scegliere la qualità d'aria che respira, a meno che l'Europa non pensi di procedere alla soppressione dei motori e delle fabbriche inquinanti. Se un pacchetto di bionde mostra i buchi che le cicche fanno nei polmoni, cosa mai potrà escogitare il legislatore per ricordare a tutti un buco dell'ozono che ci sta «fumando» le quattro stagioni?