Migranti, numeri da allarme Il tetto di 24 ore già in dubbio

Arrivi record, aumentano le presenze in Lombardia Comune: «Nuove regole in un mese». Percorso difficile

L'anno appena iniziato si è aperto con numeri che restano altissimi. E l'operazione che ha stroncato un disumano traffico di esseri umani lascia immaginare il terribile indotto criminale che accompagna questo fenomeno.

La Lombardia, secondo i dati consolidati del 2016, ospitava 23.046 persone: un mese dopo sono già salite a 23.304. E i flussi dei migranti sono ancora molto alti: nei primi 10 giorni del 2017 - fanno notare dal Pirellone - in Italia si sono registrati 729 sbarchi contro i 13 del 2016. Nei successivi 20 giorni i dati dell'anno in corso si sono allineati con quelli del 2016. Al 30 gennaio, il bilancio provvisorio vede il 2017 a quota 4.292 contro i 5.182 del 2016. La regione più popolosa d'Italia oggi ospita il 13% dei migranti redistribuiti in Italia. E con numeri del genere si accende la polemica politica sulle regioni di questa accoglienza, se è vero che a Milano - dati diffusi dal Pirellone - su 7.155 richieste d'asilo del 2016 i rifugiati sono risultati solo il 7%, mentre il 60% dei richiedenti ha subito un diniego, e a questi si aggiungono 300 persone che hanno fatto richiesta e poi sono sparite nel nulla. A Milano «mantenere questi clandestini nel 2016 è costato 54 milioni di euro in un anno» ha attaccato l'assessore regionale Simone Bordonali. E in Lombardia, hanno rimarcato ancora dalla Regione, «su 10.492 casi analizzati dalle commissioni prefettizie, ci sono stati ben 6.339 dinieghi» a cui vanno aggiunte altre 400 persone che hanno fatto perdere le proprie tracce. «Di fatto, in Lombardia due richiedenti asilo su tre sono clandestini» ha concluso.

E non a caso oggi, la stessa Bordonali mette in relazione questo fenomeno «di massa» e il drammatico mondo portato alla luce dall'indagine condotta dalla dda: «Sono gli effetti di un'immigrazione di massa, senza regole, che rappresenta una risorsa soprattutto per scafisti e trafficanti. È tempo di controllare i confini e di far rispettare le leggi che prevedono accoglienza vera per i pochi che ne hanno diritto e il rimpatrio immediato per tutti i clandestini» ha aggiunto la titolare delle deleghe regionali relative a Sicurezza, protezione civile e immigrazione. «Il traffico di denaro e di uomini prodotto dall'immigrazione incontrollata - ha concluso - non favorisce solo cooperative e centri d'accoglienza di fortuna, ma anche le mafie internazionali. Il caos gestionale del problema migratorio sta generando sul territorio lombardo effetti altamente negativi». Proprio a questi effetti, ora, sta guardando il Comune di Milano, che si sarebbe deciso a rivedere il sistema di accoglienza - in particolare nell'hub di via Sammartini - con alcune proposte da formulare alla prefettura. Per ridurre la «zona grigia» che finisce per alimentare l'insicurezza, Palazzo Marino vorrebbe introdurre un tetto di 24 all'ospitalità dei migranti che non si facciano identificare. «Da qui a un mese dobbiamo partire con un modello completamente diverso - ha detto l'assessore al Sociale Pierfrancesco Majorino - Sono d'accordo con il sindaco sul fatto che non vogliamo muri, ma per accogliere abbiamo sempre più bisogno di sviluppare la nostra azione nella legalità». Ma l'ipotesi del tetto di 24 ore, appena delineata, sembra già in salita.