Milano-Roma coi listini: Bossi torna da senatur mentre Formigoni è out

Paragone (M5S) perde il testa a testa a Varese ma viene ripescato grazie al proporzionale

Roma addio per l'ex governatore della Regione Roberto Formigoni. Il «Celeste», come veniva chiamato il presidente quando governava dall'ufficio al trentunesimo piano del Pirellone, viene tradito dalla legge elettorale. Era candidato per Noi con l'Italia nel plurinominale a Milano, Monza e Brianza e Bergamo-Brescia ma la «quarta gamba» del centrodestra non ha raggiunto la soglia di sbarramento del tre per cento e quindi non ha diritto a seggi alla Camera e in Senato. Sono stati eletti solo i due candidati Nci per la coalizione del centrodestra nei collegi uninominali, Maurizio Lupi a Merate (batte la Pd Adele Gatti con il 50,95% delle preferenze contro il 23,68) e Alessandro Colucci a Palazzolo sull'Oglio (con il 54,63%, mentre la Pd Mara Mucci arriva solo al 20,43%). E la sfida nel collegio uninominale per la Camera a Varese, dove si vinceva per un voto in più, se l'aggiudica il leghista Stefano Candiani: incassa il 49% delle preferenze e scalza i favoriti Gianluigi Paragone, l'ex direttore della Padania che si è schierato con il Movimento 5 Stelle, e il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri, entrambi si sono fermati intorno al 22 per cento. Paragone passa comunque il turno perchè a Varese era candidato anche nel listino. E da Varese prenota un posto in Senato Umberto Bossi. Per il senatur sarà la nona legislatura: l'ex segretario del Carroccio, 76 anni, è stato eletto come capolista nella circoscrizione Varese-Como-Lecco. E grazie alla candidatura nel listino del proporzionale in Milano centro dovrebbe prenotare un seggio in Parlamento l'ex deputato Ue Carlo Fidanza, che era il numero due in lista dopo la leader Fdi Giorgia Meloni, eletta però anche a Latina. Idem, è arrivato solo terzo nell'uninominale il consigliere regionale 5 Stelle Stefano Buffagni, vicino a Milano, ma era candidato anche nel listino del collegio Milano 2. Viaggio praticamente sicuro da Milano a Roma per l'ex amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, capolista nel proporzionale del collegio Lombardia 3.

E la Lega di Matteo Salvini ha ribaltato i rapporti di forza in Lombardia con gli alleati, doppiando il risultato di Forza Italua in tutte le circoscrizioni. Il centrodestra incassa al Senato il 47% dei voti - quasi un elettore lombardo su due - e il Carroccio vola al 28% mentre Fi si ferma al 14. Il centrosinistra è la seconda coalizione con circa il 25,3% dei voti, il Movimento 5 Stelle cresce ma si ferma al 21,2.

«La fotografia del successo lombardo del centrodestra è fissata su quel 51 a 4 che consegna la vittoria della nostra coalizione nei collegi uninominali della Camera - afferma la coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini -. Il presidente Silvio Berlusconi ha fatto un grande lavoro, tra Lega e Forza Italia c'è stata sin dall'inizio una competizione sana, virtuosa: Salvini ha fatto una grande campagna elettorale in linea con il sentire del Paese, ma senza Forza Italia il centrodestra non sarebbe oggi la prima coalizione più votata dagli italiani».