La Molinari rende omaggio a Ella Fitzgerald

La cantante per due sere ripropone in via Borsieri il repertorio della regina del jazz

Luca Testoni

Oltre 250 incisioni, dagli anni Trenta agli anni Ottanta. Più di 25 milioni di album venduti, primato assoluto in ambito jazz un primato. Quattordici Grammy Award. E un esercito di grandissimi compositori - campionissimi del calibro di George e Ira Gershwin, Cole Porter e Duke Ellington -, pronti a tutto pur di «cucirle» addosso una canzone.

Poche, forse pure aride cifre, per riassumere la grandezza di Ella Fitzgerald, la più grande voce jazz al femminile di sempre, di cui l'anno prossimo si celebrano i 100 anni dalla nascita. Una ricorrenza che Simona Molinari, la 33enne vocalist di origini napoletane (anche se cresciuta a L'Aquila e ora di stanza a Milano) ha voluto omaggiare in anticipo. D'altronde, la brava Simona, di cui si ricorda un'apprezzata apparizione sul palco del Festival di Sanremo in coppia con Peter Cincotti, non fa mistero di essere cresciuta, musicalmente parlando, nel mito della grandissima cantante della Virginia. Un'autentica «lady song» che con la sua voce, cristallina e delicatissima, e una tecnica enorme, si cimentò in tanti diversi stili: swing, bebop, blues, il dixieland e scat, solo per dirne qualcuno.

Nei quattro show targati «Loving Ella» (due per sera, alle 21 e alle 23.30), in programma al Blue Note di via Borsieri oggi e domani, Simona Molinari proporrà un appassionato un cammino in musica attraverso la biografia dell'artista made in Usa. In altre parole, canterà e racconterà al pubblico gli episodi che hanno reso grande la Fitzgerald, le collaborazioni con Louis Armstrong e altri monumenti della musica, così come i suoi amori. In scaletta, ovviamente, alcuni brani senza tempo, ormai entrati di diritto nella colonna sonora del Novecento: da "Dream a little dream of me" a "Blue skies", con un meraviglioso medley dedicato a Duke Ellington. Una curiosità: nel cast dei musicisti al suo fianco, ci sarà anche Mauro Ottolini, uno dei musicisti più importanti del nuovo jazz italiano, più volte votato dalle riviste specializzate come miglior trombonista e arrangiatore.