Nel centro di Milano spuntano i vigneti: è "Milano Wine Garden"

Accanto alla Basilica tornano le vigne dopo cinque secoli: è il nuovo villaggio del vino per spiegare a milanesi e turisti come si lavora in una vera vigna

In pieno centro a Milano tornano a vivere, dopo sei secoli, le vigne. Succede nel sagrato dell'antico Oratorio della Passione, all'interno del recinto della Basilica di Sant'Ambrogio, dove dal primo maggio è stato aperto "Milano Wine Garden".

Un vero e proprio villaggio del vino, nato con l'obiettivo non solo di offrire ai visitatori l'opportunità di godersi una degustazione dei migliori vini del territorio e di tutta Italia, ma anche di scoprire, nel mezzo di una grande metropoli, cosa sia e come "funzioni", nella pratica, una vigna.

Un appuntamento che, in concomitanza con l'Expo dedicato all'alimentazione, intende "fare cultura" avvicinando milanesi e turisti al processo di produzione del vino nella splendida cornice della Basilica romanica. All'interno del villaggio saranno organizzate degustazioni, show cooking, corsi di cucina e attività pensate per i bambini.

Ad accoglierci è l'organizzatore di Milano Wine Garden e proprietario di Wine o' Clock Alessandro Costantini: "Il vino è un mezzo con cui riprendere le tradizioni culturali e contadine del nostro territorio - ci spiega - Ma anche in grado di coniugare aspetti culturali e ludici, come dimostra l'area giochi che abbiamo installato tra le vigne e il banchetto dei gelati artigianali."

Tra i sostenitori anche Alessia Berlusconi, editore, ma anche produttrice - "e soprattutto appassionata", come tiene a specificare - di vino: "Oltre ad essere interessata all'evento in quanto milanese, l'ho trovata un'iniziativa geniale, che riporta la vite a Milano in modo egregio e in una cornice spettacolare. Molto importante è poi l'opportunità concessa anche ai piccoli produttori che non sono in grado di accedere ad Expo di farsi conoscere insieme alla propria attività".

Milano Wine Garden, infatti, ospita oltre cinquanta piccoli produttori accomunati da una concezione del vino non solo come prodotto di consumo ma anche e soprattutto come espressione culturale della convivialità. Perché, come ricorda l'abate di Sant'Ambrogio mons. Erminio De Scalzi, la parola latina per "pranzo" è proprio convivium, che rimanda al concetto di vita comune. Ed è per questo che all'attività del villaggio bene si attaglia la definizione di "degustazione spirituale".