Parchi, storia e incuria. Il giardino di Milano appassisce per inerzia

Il polmone verde della città minacciato dal degrado. E il Marchiondi a pezzi è l'emblema dell'abbandono

È la zona giardino. Dalla parte esterna lambita dal Parco agricolo Sud, alle vie più in centro, è tutto un susseguirsi di parchi e aree verdi. La Zona 7 potrebbe essere un paradiso naturale, se non fosse per l'incuria e l'incertezza che grava su questi gioielli. Dal destino ancora incerto dell'ippodromo, all'abbandono che ormai caratterizza parti del Parco delle Cave, sono davvero tanti i nodi che attendono di essere sciolti. Partiamo proprio da quest'ultima area verde, la terza di Milano per estensione. Negli anni Venti era un'immensa cava di ghiaia e sabbia, poi è stata progressivamente abbandonata e in mezzo alle vie delle Forze Armate, Fratelli Zoia e Caldera è rimasto il degrado.

Nel 2002 viene restituita alla città e così è iniziata la sua rinascita: al suo interno ci sono laghi, boschi, corsi d'acqua, orti urbani e un percorso per fare sport. Ma non tutto splende. Da qualche mese alcuni nomadi hanno deciso di accamparsi con le loro roulotte davanti all'ingresso di via Cancano e tanti cittadini hanno paura ad avvicinarsi. Nella stessa area c'è un pontile sul lago: da sei mesi è inagibile ed è stato chiuso. Nell'area destinata agli orti in via Cascina Barocco, i rifiuti vengono abbandonati e incendiati, mentre il vialetto perimetrale è pieno di buche e del tutto privo di illuminazione. Anche questo rende il Parco delle Cave poco sicuro: ne sanno qualcosa le associazioni ospitate al suo interno che più di una volta hanno subito danni e furti. Non va meglio al parco di Trenno, adesso chiamato parco Aldo Aniasi. Si trova al confine fra le Zone 7 e 8, a due passi da San Siro.

Sarebbe un polmone verde a disposizione delle famiglie, dei ciclisti e degli sportivi. Peccato che sia stato scelto dalle bande di sudamericani per organizzare i loro rave party. Così d'estate - specialmente nei weekend - la baldoria, il consumo smodato di alcolici e gli schiamazzi vanno avanti fino all'alba. I problemi non mancano neanche al Bosco in città, lungo via Novara. Qui a creare problemi è soprattutto la prostituzione, con decine di donne e trans appostati vicino all'ingresso anche in pieno giorno. E file di auto in sosta per caricarli. Un problema simile a quello della piazza d'armi di via Forze Armate: dal lato di via Domokos la presenza di numerosi orti abusivi ha favorito anche questo commercio. Un'area irregolare così ampia che ormai ospita anche allevatori di polli, conigli e api: «Hanno fatto bene a cacciare i nomadi - commenta Angelica, tra i proprietari - speriamo che a noi ci lascino qui». E non è l'unica attività sull'area in cui dovrebbe sorgere un nuovo quartiere grande quanto City Life: dall'altro lato, proprio su via Forze Armate, c'è un campo da polo molto utilizzato che rischia di essere inglobato dal nuovo progetto. E se l'utilizzo delle ex aree militari (ci sono anche i magazzini Baggio) preoccupa i residenti, proprio dall'esercito potrebbe arrivare una soluzione per un'altra zona verde degradata come l'ippodromo del trotto: i 350 soldati delle Voloire sono congelati in attesa che il governo decida se spostarli o meno a Varese. Il riallocamento è stato deciso per la mancanza di aree idonee all'addestramento a Milano, ma proprio i responsabili del Trotto che è ad appena 800 metri dalla caserma Perrucchetti, hanno proposto un utilizzo misto della struttura. E servirebbe anche a risolvere anche la questione sicurezza della zona, oltre che a fornire un incentivo alla riqualificazione delle scuderie De Montel di via Fetonte.

Ma le incompiute caratterizzano la Zona 7: dalla mancata realizzazione delle Vie d'acqua per Expo che hanno impedito la sistemazione idrica del sud Milano, al parco sul deviatore dell'Olona per il quartiere Valsesia. Dall'area dell'ex campo di via Martirano, ridotta a discarica dagli sgomberati di via Idro, al villaggio che l'ha sostituita in cui manca l'acqua calda e si spara ancora. Degrado che accomuna molte delle cascine della zona come Linterno, il Comitato Petrarca lo denuncia da tempo, o l'istituto Marchiondi, abbandonato anche dal Politecnico dove giace un'ipotesi di riqualificazione.Michelangelo BonessaDaniela Uva