Riecco Ciylopride, la Stramilano della bicicletta che corre per salvare le città

Due giorni di festose pedalate a Milano e Palermo per la solidarietà e il rispetto delle regole della strada, con obiettivo 50mila iscritti. L'ideatore Ercole Giammarco: «La bicicletta salva la vita, fa bene alla salute e fa risparmiare una fortuna. Ma ciclisti, pedoni e automobilisti devono vivere in armonia».

La vita è come andare in bicicletta, per mantenere l'equilibrio devi muoverti. Parola di Einstein e il genio non si mette in discussione. Bicicletta come croce e come delizia, come demonio e come santità. Soprattutto nelle grandi città, nelle metropoli stressate, sulle strade assassine. Per questo il Cyclopride Day, la Stramilano della bicicletta che celebra la sua terza edizione a Milano e Palermo, è una scommessa che Expo ha inserito nel suo calendario ufficiale. Due giorni di pedalate, la città ai piedi e mille messaggi da spedire per vivere la città in modo nuovo e civile. Che Ercole Giammarco che è l'anima del Cyclopride Day riassume in tre punti, uno più sorprendente dell'altro. Il primo riguarda la sicurezza: «La bicicletta salva la vita. In un solo anno l'Italia ha contato 181.227 incidenti causati da mezzi a motore, quasi venti incidenti ogni ora, con 3400 morti e 257 mila feriti. E il 90 per cento di pedoni è stato investito sulle strisce pedonale. Uccisi quindi non da pirati ma da una cultura sbagliata della strada». Dati, cifre e un esempio su tutti: Reggio Emilia. «Qui il traffico delle biciclette è aumentato del dieci per cento e il tasso di incidenti è diminuito dell'otto per cento». Morale: «Più usiamo la bici più la città diventa sicura».

Ma usare la bici meglio se in armonia con chi guida e con chi cammina è anche un affare economico, alla faccia dell'immagine povera del mezzo. Sentitelo: «Lo Stato spende 30 miliardi per gli incidenti stradali, praticamente una manovra finanziaria». Chi salva una vita salva un tesoro non è solo un modo di dire.

Poi c'è la salute: «Viviamo in un mondo opuleto e anche in Italia aumenta l'obesità infantile legata a stili di vita sbagliata. La bici è un modo di vivere meglio». Ma con precise istruzioni per l'uso: «Non è un giocattolo ma un mezzo di locomozione, quindi non chiediamo solo rispetto per i diritti dei ciclisti ma rispetto delle regole. La città è di tutti, dobbiamo viverla al meglio, ma abbiamo il dovere di viverla con tolleranza reciproca».

C'è scritto anche sul sito: il Cyclopride Day non è una corsa, ma una tranquilla pedalata, una sfilata festosa per promuovere e celebrare l'uso della bicicletta in città. Programma bello tosto: si parte alle 11 di oggi in piazza del Cannone, solo 5 euro per iscriversi. In serata ecco «Luci in bici», pedalata collettiva di 6 chilometri con partenza alle 20.30 sempre da piazza del Cannone: sostiene l'attività di Christian Blind Mission, onlus internazionale che cura la cecità, soprattutto infantile, nei Paesi in via di sviluppo, che quest'anno darà il suo aiuto al Nepal, e sarà una pedalata protetta ideale per i bambini. Poi festa al Parco Sempione. Domani alle 10.30 sempre in piazza del Cannone il «Pride» vero e proprio. L'anno scorso furono 30mila, quest'anno si punta ai 50mila come la Stramilano. Sedici chilometri di pedalata attraverso le zone 2, 3 e 9 e di nuovo festa al Sempione per tutto il pomeriggio. Chi arriva primo non vince niente, ma respira meglio. «Uno studio di un'università danese - spiega sempre Giammarco - ha dimostrato che chi sta dentro l'abitacolo di un automobile nel traffico cittadino respira più polversi sottili di chi va in bicicletta». Una corsa contro i luoghi comuni e i pregiudizi: «Vogliamo dimostrare come uno strumento semplice come la bicicletta possa risolvere problemi complessi. Ma anche uscire dal manicheismo dei ciclisti maleducati e degli automobilisti criminali». L'anno prossimo l'obiettivo del Cyclopride è una pedalata allargata a Roma, Bologna, Palermo e Firenze. Sempre più ambiziosa e impegnativa. Ma se hai voluto la bicicletta...