Riecco la Milanesiana Vent'anni di cultura e un invito alla Speranza

Elisabetta Sgarbi presenta il programma della manifestazione «laboratorio di idee»

La visita in città del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha avuto conseguenza, ieri mattina, sulla presentazione della Milanesiana, edizione dei 20 anni, al Piccolo di via Rovello. Non c'era il sindaco Beppe Sala, mancava l'assessore regionale alla cultura Stefano Bruno Galli, l'assessore Filippo Del Corno ha messo fretta alle proprie parole di augurio. Elisabetta Sgarbi, pur conscia che gli assenti erano giustificati da impegni istituzionali, non ha nascosto un fremito di disappunto. Ma poco male.

La Milanesiana avrà corso dal 10 giugno al 23 luglio e darà molta soddisfazione all'ideatrice. Il «laboratorio di idee» governato da Sgarbi - regista ed editrice con La Nave di Teseo - è cresciuto nel tempo. Ora, in forza dei primi vent'anni e di altri anniversari che saranno celebrati (tra i quali i 500 di Leonardo, i 30 dei Teatri Uniti, i 100 di Primo Levi, i 30 di Blob e i 35 del videogioco Tetris), avrà sempre più peso nel panorama delle kermesse di cultura. Bastano i numeri per capire di che parliamo: 66 gli incontri, 212 gli ospiti internazionali, 15 i Paesi di provenienza, 12 le mostre. La Milanesiana 2019 accentua la vocazione itinerante, con incursioni in altre città.

Per la prima volta sarà a Roma, Venezia, al Vittoriale degli Italiani di Gardone, a Pavia, a Lodi; tornerà a Torino, Bergamo, Firenze, Ascoli Piceno, Bormio. Piergaetano Marchetti, della Fondazione Corriere della Sera, ha auspicato che la gran macchina funzioni anche in città estere. Il primo passo sarà con una città di frontiera, la slovena Nova Gorica, fino al 2004 divisa da un muro (come fu Berlino) da Gorizia: la Milanesiana ne appoggia la candidatura di capitale europea della cultura 2025.

I temi di quest'anno, cuciti dal concetto di «Speranza», sono letteratura, musica, cinema, scienza, filosofia, teatro, diritto, economia. Aspetti dell'umano sapere che si intrecciano, per dare uno scenario plausibile al futuro. Elisabetta Sgarbi, ha detto Del Corno, «dirige con approccio sinfonico le voci di straordinari testimoni della nostra epoca».

C'è molta carne al fuoco, ma neppure un sapore andrà disperso. La Milanesiana è sostanza, non materiale posticcio per abbindolare pubblico. Il costo dell'impresa, coperto all'80 per cento da sponsor privati, è 682 mila euro. I contributi pubblici vengono da comune di Milano e Regione Lombardia. Gli appuntamenti sono a ingresso libero, tranne alcune serate. Molti i luoghi coinvolti, secondo la logica dell'inseminazione culturale: si va dal Piccolo Teatro al Franco Parenti, dal Memoriale della Shoah alle Gallerie d'Italia, dalla Cineteca a Palazzo Mezzanotte, dalla Biblioteca Braidense alla Fondazione Aem.

Che cosa seguire, tra concerti mostre e dibattiti, è difficile dire, o dal capriccio anarchico di curiosare e ascoltare. Meglio farsi trasportare dal cuore, o dal capriccio anarchico di curiosare e ascoltare. La lista alfabetica degli ospiti apre con Alice (cantante) e chiude con Dragan Zivadinov (regista teatrale sloveno). In mezzo ci sono Tahar Ben Jelloun, Lella Costa, Alessio Boni, Dori Ghezzi, Petros Markaris, Morgan, Claudio Magris, Uri Caine, Vinicio Capossela e altri. Verranno ricordati Cesare Cadeo e Nanni Balestrini, scomparsi di recente.