Sala replica al sindaco Raggi «Invidiare Roma? Anche no»

Ma risponde no a Rocca che chiede una legge speciale e il titolo di co-capitale: «I cittadini voterebbero contro»

Sabrina Cottone

Vista da Milano, l'idea che un milanese invidi un romano sembra più che ridicola: assurda. A Virginia Raggi può pure essere venuta in mente durante una delle sue uscite sfogo sui tetti del Campidoglio, con fasti e bellezze che da lì sotto le insinuavano il fatale desiderio di cadere. Lo scivolone è arrivato durante la Maratona di domenica scorsa, 2 aprile. «Se a Milano ci invidiano, che ci possiamo fare?» se ne è uscita la sindaca grillina. Mentre nella Capitale gli atleti marciavano con vista Fori e Campidoglio, a Milano si correva tra il Duomo e i grattacieli di Porta Nuova. La polemica politico- sportiva sembrava archiviata, e invece no, perché la competizione tra le due capitali d'Italia è, se non eterna, almeno stabile nei secoli. E il convegno dal titolo «Milano Il Futuro», organizzato da Assolombarda e ospitato in una delle sedi del Piccolo Teatro, grande gloria milanese, ecco, era proprio il luogo giusto per rilanciare questo campanilismo tra capitali.

Ci ha pensato per primo il sindaco, Giuseppe Sala, a rispondere alla Raggi: «Anche no! Credo che Milano e i milanesi non abbiano mai invidiato Roma e non vivano questo dualismo con Roma. Vorrei rassicurare la mia collega amica sindaca di Roma, che ha parlato di invidia milanese nei confronti di Roma. Perché in generale l'invidia nasce da un senso di solitudine». Rinfrancato dai fasti del Salone, dai sondaggi che dichiarano Milano meta pasquale preferita persino a Venezia, dichiara che la solitudine «qui non esiste perché stiamo tutti magnificamente insieme per il bene della nostra città».

Ma al di là del dibattito sulla presunta invidia di Milano per Roma, quando la domanda si fa seria: Milano cocapitale con una legge speciale, come chiede Gianfelice Rocca? Sala risponde: «Se facessimo un referendum per trasformare Milano in capitale, i milanesi direbbero no. Se capitale significa l'ambizione a essere città di riferimento sì, ma Milano non ambisce a titoli, guarda alla sostanza».

I numeri della Milano che sta bene sono in miglioramento e anche Gianfelice Rocca, presidente Assolombarda, non si sottrae al confronto Milano- Roma. «Nel 2015 fra le 75 maggiori aree metropolitane per ricchezza prodotta appaiono in Europa quattro città: Milano, Barcellona, Monaco e Stoccarda. Appaiono poi le capitali come Roma, Zurigo, Berlino, Madrid, Parigi, Londra». Ma in futuro, che è la chiave del convegno, non sarà così: «Secondo McKinsey, la stessa fotografia nel 2025 vede scomparire Stoccarda, Barcellona, Roma. Ma Milano c'è!». Non solo, secondo Rocca la città in un decennio sarà arrivata in serie A: «Nel campionato del 2025 restiamo a giocarcela con grandi capitali come Parigi, Londra e Berlino. Parliamo della Grande Milano».

All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, Enrico Cereda, ceo IBM Italia, Carlotta de Bevilacqua, vice presidente Artemide, Sergio Dompè, presidente Dompè, Cristina Messa, rettore della Bicocca, Pietro Modiano, presidente Sea, Marco Tronchetti Provera, ceo Pirelli.