Salvini mister preferenze ma a Milano è dietro a Toti

Il leghista prenota la corsa a Palazzo Marino: «Ho preso 5 volte più di Lupi». Dal flop di mister Stamina a Maullu, escluso per 400 voti

É il politico più votato d'Italia alle Europee e (ovviamente) incassa i due terzi delle preferenze al nord, dove gioca in casa. Nella roccaforte del Carroccio, il segretario Matteo Salvini raccoglie 223.225 voti e «sbanca» gli altri 119 candidati nella circoscrizione Nord Ovest, divisi in 11 liste. A due anni dalla corsa per il sindaco di Milano, non perde tempo e marca il record personale e la distanza dall'altro candidato in pectore: «Mi fa piacere che lo sconosciuto Salvini abbia preso nel nordovest 5 volte le preferenze del ministro Maurizio Lupi. Da domani iniziamo l'azione di sfratto a Pisapia e la Lega vuole essere capofila». Guardando però al voto espresso solo in città, Salvini deve accontentarsi del terzo posto: con 19.714 preferenze è dietro alla capolista Pd Alessia Mosca, la più votata a Milano (31.367 voti), e a quello di Forza Italia Giovanni Toti (25.033 preferenze milanesi). Il coordinatore Fi Giulio Gallera frena Salvini e si candida alla leadership del centrodestra in città. Dalle stelle alle stalle. Il meno votato al nord è stato Matteo Iotti di «Io Cambio», solo 12 schede. Delude anche il big di lista: Davide Vannoni, «mister Stamina», raggranella appena 374 preferenze.
Nel Pd, che al Nordovest si conferma primo partito con il 40,62% dei voti, dopo la capolista Alessia Mosca, volto nuovo e classe 1975, è il vecchio che avanza. Altro che rottamati, dal secondo posto in giù si piazzano ancora Sergio Cofferati (121.410 voti), Mercedes Bresso (101.410), Patrizia Toia (87.254) e Antonio Panzeri (77.102). Nella lista degli esclusi Paolo Sinigaglia, presidente di Italia Nostra. Associazione che si è definita - finora - apolitica e apartitica.
Il capolista di Fi Toti è dunque il secondo più votato a Milano e il terzo nel collegio nordovest, dopo la Mosca e Salvini: incassa 148.779 preferenze. Lo segue la giovane Lara Comi, con 84mila voti conquista il bis a Bruxelles, terzo Alberto Cirio (35.397). Fuori per uno scarto di 480 voti l'ex assessore regionale Stefano Maullu. Escluse anche le eurodeputate uscenti Iva Zanicchi (30.459 voti) e Licia Ronzulli (25.020). A Milano città invece Maullu è stato il terzo più votato del partito (8.263), seguito da Ronzulli e Zanicchi. Cirio ha preso appena 195 preferenze. Hanno tra i 28 e 41 anni i quattro più votati (ed eletti) del Movimento 5 Stelle: Tiziana Beghin, Marco Valli, Eleonora Evi e Marco Zanni. A quest'ultimo bastano 16.934 voti per una poltrona in Ue. Per fare un paragone, l'unico eletto per l'Altra Europa con Tsipras, Moni Ovadia, ne ha portati a casa 33.589. Dovrebbe cedere il posto al primo degli esclusi, Curzio Maltese. Fuori anche la giornalista Giuliana Sgrena (31.155 voti), la voce di Radio Popolare Alfredo Somoza (12.113) e la portavoce della Consulta rom a Milano Diana Pavlovic, che incassa in città un quarto dei 4.097 voti.
Per la Lega, va in Ue con Salvini il deputato Gianluca Buonanno (26.650 voti). Ad Angelo Ciocca, consigliere regionale, non bastano invece 22.475 voti. Solo al sesto e settimo posto altri ex regionali, Dario Galli e Daniele Belotti. L'economista Claudio Borghi si ferma a 13.246 voti nel collegio, ma è il secondo leghista più votato a Milano dopo Salvini. Lupi conquista l'unica poltrona di Ncd ma la cede a Massimiliano Salini, l'acchiappavoti della lista: ne ha presi 27.011. L'area Cl piazza ai primi posti tutti i suoi candidati: a Salini seguono Daniela Colombo (18.157) e il consigliere comunale Matteo Forte (18.119), sponsorizzato da Mauro Mauro. Sono un ricordo le valanghe di voti per l'ex sindaco Gabriele Albertini (11.470) e il presidente della Provincia Guido Podestà (7.907). Non supera lo sbarramento Fdi: a casa Giorgia Meloni (i 62.549 voti), Guido Crosetto (29.301) e Carlo Fidanza (12.750).