San Raffaele, la Regione vuol riaprire la trattativa

In aula la mozione contro i licenziamenti è votata all'unanimità. I lavoratori dell'ospedale applaudono dalla tribuna del pubblico

Se i lavoratori del san Raffaele si aspettavano un segnale politico contro i licenziamenti e per un rilancio dell'ospedale, non si può dire che dalla Regione non sia arrivato forte e chiaro. Perché ieri nell'aula del consiglio sono entrate ben quattro mozioni presentate da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Patto Civico con Ambrosoli, Popolo delle Libertà e Lega Nord e ne è uscita una sola. Votata all'unanimità da tutta l'aula. Un invito bipartisan a congelare i 244 esuberi previsti, reintegrando i lavoratori che hanno già ricevuto le lettere di licenziamento.

Non solo, perché nel testo concordato da tutti i capigruppo si chiede ai vertici dell'azienda passata dalle mani di don Verzé a quelle dell'imprenditore Giuseppe Rotelli, di rendere noto e trasparente il piano di rilancio e monitorarlo in modo costante. Riaprendo un tavolo di trattativa per trovare soluzioni alternative al licenziamento. Applausi e nessuna intemperanza dai rappresentanti delle Rsu dei lavoratori del san Raffaele che hanno preso posto nella tribuna riservata al pubblico.

Dai banchi della giunta l'assessore Valentina Aprea ha assicurato l'intenzione di riaprire le trattative per scongiurare i licenziamenti e assicurare assistenza ai pazienti. Annunciando che sulla vicenda è già sia stata coinvolta anche l'Agenzia regionale per il lavoro. L'assessore alla Salute Mario Mantovani ha precisato che «l'impegno della Regione per tutelare i dipendenti e ripristinare i posti di lavoro è massimo, anche per continuare a garantire adeguati standard qualitativi». Aggiungendo di essere «certo che l'azienda è disponibile e al tavolo di trattativa si troveranno le soluzioni».

E riguardo a una nuova mediazione del prefetto Camillo Andreana, Mantovani dice che «ha fatto la sua parte, ma non è ancora completa perché ci sono delle discussioni da affrontare». Ribadendo, però, che «lavoriamo perché i licenziamenti siano ridotti a zero». Ma, riferendosi alle occupazioni del salone delle accettazioni che hanno già provocato per l'azienda di Rotelli mancati incassi per 750mila euro, dice che è necessario «ripristinare con urgenza la regolarità occupazionale, ma anche funzionale in termini di sicurezza oggi a rischio».

«Ci stiamo misurando con una sfida che va oltre la tutela dei lavoratori - le parole del capogruppo del Pd Alessandro Alfieri -, la vicenda è al centro delle politiche sanitarie della Lombardia. La Regione deve pretendere di conoscere il piano industriale dell'ospedale e monitorare che tutti i passi annunciati vengano effettivamente compiuti».

Per il pdl Stefano Carugo «questo voto costituisce un segnale importante di unità che rende più forte il mandato consegnato alla giunta e rafforza il lavoro che ormai da un anno vede il consiglio regionale protagonista nell'accompagnare l'Ospedale San Raffaele verso un percorso di rilancio e di nuova crescita». Mentre la capogruppo del Patto Civico Lucia Castellano ha chiesto «tutele forti per i cittadini pazienti e tutele altrettanto forti per i cittadini lavoratori». Dito puntato, invece, dalla «grillina» Silvana Carcano contro «una politica regionale che in questi ultimi anni ha troppo spesso privilegiato la sanità privata a discapito di quella pubblica».