A Sanremo in bici, come una volta

Domenica via alla classica di primavera. Ma di notte scattano anche i ciclisti con «velocipedi» degli anni '20 e '30

Milano chiama Sanremo. Il profumo del ciclismo è un po' ovunque. E Milano lo sa bene. Affezionata a questa tradizione, a primavera, la città vivrà con l'affetto di sempre l'appuntamento con la grande classica del ciclismo. Si attaccherà alla macchia colorata dei corridori che si radunano alla partenza, che sarà data domenica mattina, in scia al solito profumo di olio canforato steso sulle gambe dei campioni della fatica, che oggi come sempre, si radunano in centro e partono da via Chiesa Rossa, nei pressi dei Navigli.

Milano si farà svegliare ancora una volta dall'avvio di una prova di ciclismo su strada che dopo 6, 7 o forse anche 7 ore e mezza di corsa (se ci sarà il solito vento), una volta scollinati Turchino, Cipressa e Poggio, brucerà in volata con un nuovo vincitore. Quest'anno sarà decretato dal traguardo di via Roma, a Sanremo, un arrivo che torna ad un finale antico dopo aver visto tanti cambiamenti. Ma il ritorno all'antico non è tutto qui. Perché quest'anno di Milano-Sanremo ce ne sono almeno altre due. E guardano al passato. Stesso fine settimana. Stessa distanza. Trecento chilometri fumanti. Senza alternative. Stesse strade e profumi e colori. Due Sanremo «sbagliate» da correre di fila per conquistare la Riviera dei fiori. In bicicletta. Senza essere per forza dei professionisti. Dove valgono patti antichi come i mezzi messi in campo.

Sono due proposte abbastanza curiose, più che «sbagliate»: la prima si chiama Classicissima d'Epoca, l'altra è la Gran Corsa. Sono due prove che dimostrano che per pedalare fino a Sanremo non bisogna essere dei fenomeni ma avere gusti un po' … retrò. O quantomeno quelli di 100 anni fa. Quando si partiva di notte per arrivare di giorno. In dolce stile mille miglia. Anche in bicicletta. Erano le corse eroiche. Alla Girardengo. E a Girardengo il Campionissimo (prima di Coppi) è dedicata la Classicissima d'Epoca 2015, che sarà guidata da un ex campione stradista e biker, Mirco Celestino, in testa ad un gruppo che correrà la Milano-Sanremo proprio come se fosse la ricostruzione fedele della prima edizione. È un evento riservato a 20 ciclisti eroici, con biciclette datate ante 1920 e con costumi d'epoca. E poiché si corre per regolamento su tratta unica, si partirà dall'Osteria della Conca Fallata di Milano, sabato 21 a mezzanotte per arrivare domenica in tempo per gustarsi il successo dei campioni. Nota aggiuntiva: a Novi Ligure si aggiungerà un altro drappello che partirà dal Museo dei Campionissimi per raggiungere insieme la Riviera. La Gran Corsa parte anche prima. È l'altra «Milano-Sanremo sbagliata», quella per velocipedi datati al massimo 1930 e partirà da piazza Castello, a Milano, venerdì 20, alle 10 della mattina per raggiungere in tre giorni Sanremo. Primo stop Milano-Tortona, in piazza Malaspina, dove “i mitici” – gli organizzatori della ciclostorica LaMitica di fine giugno, offriranno il ristoro.

«Siamo mobilitati per assistere questi speciali pedalatori – racconta Pietro Cordelli de LaMitica – il primo gruppo lo aspettiamo venerdì, mentre quello più “complicato” arriva dal Memorial Girardengo ed è atteso al nostro punto di controllo ristoro di Tortona domenica alle 3, tre e trenta di mattina. Saremo vestiti in tema anche noi, assicureremo le verifiche dei mezzi come si faceva una volta e ci occuperemo di sfamare e assistere questi eroici. Ci sarà acqua e vino, quello dei colli Tortonesi, proprio come una volta!». Se cercate il vincitore di questa edizione vintage, il consiglio è di seguire la maglia di Petit Breton, che nel 1907 vinse la prima edizione della Milano-Sanremo. Facile!