Scali, l'incarico a Boeri fa infuriare 50 architetti, Forza Italia e i grillini

Comune e Fs arruolano 5 studi per i progetti La lettera: «Stop affidamenti senza concorso»

Chiara Campo

Cinquanta (e più) architetti e progettisti contro il sindaco Bappe Sala. Tra i firmatari dell'appello-protesta inviato ieri a Palazzo Marino ci sono Alberico Belgiojoso, Carlo Bertelli, Annalisa De Curtis, Jacopo Gardella, Vittorio Gregotti, Rolando Mastrodonato, Maria Cristina Treu, l'Architectural & Urban Forum, l'Associazione Architetti per Milano e l'associazione Vivi e progetta un'altra Milano. Al centro della polemica, la trasformazione degli scali ferroviaria ri-avviata (dopo il flop di Pisapia) dalla nuova giunta con l'accordo bipartisan approvato in Consiglio il 14 novembre. L'aula ha dettato all'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran le linee guida da portare al tavolo con Fs Sistemi Urbani per avviare i progetti di riqualificazione per l'ex scalo Farini, Lambrate, Rogoredo, Greco-Meda, San Cristoforo, Porta Genova e Porta Romana. Niente in contrario nel merito. Gli architetti contestano il metodo adottato dal Comune dopo il voto. La trasformazione degli scali «rappresenta una grandissima possibilità per Milano e il suo futuro - scrivono -. È ora necessario produrre dei materiali utili al dibattito e alle decisioni». È «altresì indispensabile» sottolineano, che queste proposte «siano sviluppate attraverso metodi trasparenti e democratici». È «dunque impropria la procedura scelta da FS Sistemi Urbani in collaborazione con il Comune, quando propone che a 5 team multidisciplinari, guidati da architetti di fama internazionale, sia affidata su incarico diretto la proposta di 5 scenari di sviluppo urbano. Una procedura in contraddizione con quanto appena deliberato dal Consiglio e con le attese della cittadinanza». Questo metodo non garantisce che «dietro lo schermo della partecipazione non prevalgano i grandi interessi privati».

La delibera prevedeva di «destinare adeguate risorse al débat public nella fase di attuazione degli interventi di riqualificazione». I 50 architetti rinviano all'iniziativa «Dagli scali, un'altra città» pubblicata sul sito www.scalimilano.vision da Gruppo Fs e Comune. Nella homepage si legge appunto del «coinvolgimento di 5 team guidati da architetti di fama internazionale» che presenteranno a fine percorso i 5 scenari di sviluppo». L'iniziativa prevede solo tre giorni di workshop aperti al pubblico, il 15, 16 e 17 dicembre allo Scalo Farini, lasciando poi altri tre mesi agli architetti - «scelti mediante incarichi diretti» - per produrre i masterplan. Un team leader è l'architetto del Bosco Verticale Stefano Boeri, ex candidato contro Pisapia alle primarie del Pd nel 2011 e al fianco di Sala nella campagna elettorale, ha già diffuso un progetto per Farini condiviso pubblicamente dal sindaco. Gli altri sono Cino Zucchi il cinese Ma Jansong, Benedetta Tagliabue e Francine Marie Jeanne Houben. L'appello si chiude con una richiesta chiara: «Sospendere l'iniziativa» e «indire concorsi di idee atti a sondare le alternative planivolumetriche sulle aree in questione». Il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi condivide la protesta, e punta il dito soprattutto sulla scelta di Boeri: «Il sindaco parte molto male. Non pensi di gestire la partita scali coinvolgendo i soliti amici del Pd e tagliando fuori il resto della città si sbaglia. La delibera parla di trasparenza e bandi, ritiri gli incarichi. Se vuole gestire l'operazione come fosse un circolo Pd, ci rivedremo in aula». Il 5 Stelle hanno depositato un'interrogazione per chiedere «quali sono stati i criteri e le modalità di selezione degli studi, chi si è fatto carico dei costi di ingaggio e rimborso spese per ogni singolo team leader e dello staff di supporto». Il Comune assicura che tutti i piani attuativi saranno sottoposti a gara. I costi e la scelta degli studi sono a carico di Fs.

Commenti

Albius50

Sab, 03/12/2016 - 14:10

La figura del SINDACO di una città ormai non ha alcun VALORE SONO LE CASTE che decidono la DEMOCRAZIA ormai è solo FANTASIA, Orwell è ORMAI ALLE PORTE.