Come scroccare al Fuori Salone

Siamo andati a verificare se la leggenda dello scrocco del Fuorisalone fosse vera. Ecco il risultato

Una fiumana di gente ha deciso di abbandonare la postazione invernale con televisione e divano, per scendere in strada, godersi il Fuorisalone e i suoi eventi. Per un milanese parteciparvi è una vera e propria tradizione. Non andarci è uno di quegli errori che è consigliato non fare. Durante l’intera manifestazione dedicata al design, si possono incontrare e conoscere persone di tutti i tipi, andare a feste e ritrovarsi a parlare con personaggi famosi ma, soprattutto, “scroccare” tutto ciò che è possibile bere e masticare. Tutti lo fanno, tutti lo ammettono.

Per verificare se la leggenda dello scrocco del Fuorisalone fosse vera, mi sono armata di vestito carino, scarpe comode e mappa degli eventi, e mi sono “sacrificata” per la causa. Dal distretto Ventura Lambrate, per poi passare da Brera, dalle Cinque Vie, da San Gregorio, Sant’Ambrogio e finire in bellezza con via Tortona, la caccia all’aperitivo gratis è senza sosta. Tantissimi giovani si aggirano con aria intellettualoide tra le diverse presentazioni: "Interessante questa nuova installazione new age", dice un ragazzo in uno showroom in zona Ventura mentre prende d’assalto un buffet. "Le decorazioni su questa porta richiamano quelle del ‘700 francese", bisbiglia una ragazza, in zona Cinque Vie, con già in mano un bicchiere di spumante. Finito il beveraggio o il cibo nel locale, il gioco è semplice, basta alzare i tacchi, salutare e cambiare location. La ricerca di un nuovo posto con cocktail gratis, open bar e buffet, diventa una vera e propria missione. Quasi un’ossessione per non trasgredire l’unica regola tra i giovani frequentatori del Salone: bere e se possibile mangiare, senza spendere un euro. "Trovato!", penso tra me e me mentre imposto il navigatore sul cellulare per dirigermi ad un party con entrata libera. In un attimo mi ritrovo in una festa anni’50. Tutto è a tema: dai ballerini che si cimentano con un twist, al bancone del bar vintage pieno di bevande alcoliche. Lo scrocco qui è automatico.

E tra una partita a calcio balilla e una foto con i colleghi, mi accorgo che il locale si sta svuotando. La causa? I fiumi di birra, la vodka francese e lo spumante sono finiti. I camerieri continuano a ripetere ai pochi rimasti che l’evento ci sarà dalle 17 alle 21 per tutta la settimana. Un autentico paradiso per gli scrocconi. Brera chiama. Letteralmente. Mi arriva un messaggio da un mio collega, la zona si sta animando. Le vie, i bar e i locali con i banchetti allestiti all’aperto per l’occasione, sono gremiti di bella gente. Molti trentenni, in giacca e cravatta, scambiano quattro chiacchere con i loro amici, sorseggiando un drink e mangiando degli stuzzichini. Niente o quasi è gratis. Nonostante la bellezza indiscussa del posto, per evitare di trasgredire la regola dello scroccone del Fuorisalone, prendo una metro in direzione via Tortona. È proprio qui che incontro Giulia, giovane studentessa universitaria di mia conoscenza, che ha deciso di approfittare degli eventi free drink per festeggiare il suo compleanno, totalmente low cost. Zero spese e divertimento assicurato, soprattutto se come ciliegina sulla torta ci si riesce ad accreditare ad una festa con musica minimal. Guardo l’orologio. È tardi, veramente tardi. È dalle 17 che giro senza sosta tra aperitivi salutari norvegesi a base di mela, cocktail analcolici all’Università Statale, presentazioni di artisti alle Cinque Vie, luna park sotto il dito medio di Cattelan, feste anni’50 e party con musica alternativa. Torno a casa con un gran bel sorriso sulla faccia e lo stomaco vuoto. Al Fuorisalone oltre a tre tarallucci, una tartina e un piattino di pasta alla tavolata collettiva all’Expo Gate, non si riesce a mangiare gratuitamente più di tanto. D’altronde però quando si scrocca ci si deve accontentare e non ci si può lamentare. E poi domani si ricomincia, la settimana prevede ancora tantissimi eventi, tutti rigorosamente gratis.

Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Sab, 18/04/2015 - 10:49

Lo stesso di quello che fanno i politici: tanto paga l'elettore cittadino contribuente pantalone.