Sesto San Giovanni diventa un Comune pro family

Sesto San Giovanni aderisce alla rete dei Comuni amici della famiglia ed esce dalla rete Re.A.Dy (rete nazionale delle pubbliche amministrative anti discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere)

Il Comune di Sesto San Giovanni aderisce alla 'Rete dei Comuni amici della famiglia', promossa dall’Associazione delle famiglie italiane. La giunta, guidata dal neosindaco forzista Roberto Di Stefano,intende creare, nell'ambito dell'assessorato alle politiche familiari, il "Tavolo Famiglie in rete" con cui si vuole mettere in collegamento l'ente pubblico, l' associazionismo familiare e le imprese che si occupano di welfare.

“In campagna elettorale avevo sottoscritto l'accordo dell'AFI (associazione delle famiglie) e sono lieto di avere un'amministrazione unita per una città a misura di famiglia e per un'economia che ponga al centro la persona per il bene comune”, commenta esultante il primo cittadino Di Stefano. Grande soddisfazione arriva anche da Gianpaolo Caponi, Vicesindaco di Sesto San Giovanni con delega alla famiglia “Ritengo importantissima questa adesione – dice – perchè consideriamo prioritario affermare che la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto di essere protetta. Si rende quindi necessario parlare di politiche con le famiglie e non per le famiglie attraverso un approccio alle politiche familiari che superi l’attuale prevalentemente assistenzialistico".

"La famiglia - continua il vicesindaco - ha bisogno di essere posta al centro con un ruolo attivo per essere essa stessa una sana risorsa per il bene comune e le si deve riconoscerle il ruolo di produttore di welfare e non di mero consumatore di servizi sociali. Da sempre mi batto su questo versante per ridare importanza al ruolo della famiglia e per costituire buone pratiche che favoriscano l’interazione tra amministrazioni comunali e i diversi soggetti del territorio”.

Allo stesso tempo la Giunta, pur riconoscendo la necessità di contribuire in ambito sociale, formativo ed educativo al superamento di ogni tipo di discriminazione, ha deliberato l'uscita dalla rete RE.A.DY (rete nazionale delle pubbliche amministrative anti discriminazioni per orientamento sessuale ed identità di genere). L'amministrazione di Sesto ritiene, infatti, necessario dare apertura a una più ampia visione educativa attraverso l'adesione ad altre reti, come quella delle famiglie.

Commenti

clapas

Gio, 05/10/2017 - 01:42

Lo dovrebbero fare tutte le amministrazioni, la famiglia naturale è le fondamenta su cui poggia la società civile e gli attacchi che sta subendo da parte dei governi "progressisti" con l'incredibile indifferenza della chiesa guidata da bergoglio, è vergognoso