Smog, fuorilegge 4 caldaie su 10

Il quaranta per cento delle caldaie fuori legge. A rivelarlo la campagna di controlli degli impianti termici lanciata dal Comune e affidata ad Amat, l'Agenzia per la mobilità. La tornata di verifiche, da settembre a giugno, conta 12.645 ispezioni su impianti e centrali termiche, il 25% in più. Per la prima volta, infatti, si è esteso il campione degli impianti sotto esame, che si fermava al 5% di legge. A metà del giro (31 dicembre) erano già stati effettuati 7200 interventi, il 57% di quelli programmati. L'assessore all'Ambiente Pierfrancesco Maran è preoccupato: «Ci aspettavano che le caldaie fuori norma fossero intorno al 20%, vogliamo ricordare ai cittadini che gli impianti che non ricevono manutenzione, sia nelle case che nei condomini, possono diventare pericolosi. Invito tutti i cittadini a provvedere al più presto». Dalle campagne degli anni precedenti le caldaie fuori legge ammontavano circa al 30-32% del totale, circa 10.000 impianti. Le difformità riguardano soprattutto la manutenzione e la gestione degli impianti, in particolare gli indici di fumosità e le condizioni di areazione dei locali. Una ventina, invece, i casi in di imminente pericolo per la sicurezza domestica in cui si è dovuto intervenire d'urgenza con il sequestro. In totale si contano 158.000 impianti di cui 131.400 caldaie murali a gas e 26.653 centrali termiche alimentate a gasolio e gas.
Il riscaldamento - sostiene Amat - non è la fonte principale dell'inquinamento, che sarebbe invece il traffico. Nel primo semestre 2013, il traffico ha contribuito per l'85% al totale delle emissioni atmosferiche di Pm10. Stesso valore si è registrato nel 2012, mentre si parla di 87% nel 2011 e 86% nel 2010. Per quanto riguarda la qualità dell'aria, a quanto riferisce Amat, per la prima volta la concentrazione di Pm10 si è attestata sotto il valore limite stabilito dall'Unione europea: si parla di 37 microgrammi per metro cubo contro i 40 di legge. Allo stesso modo il numero di superamento giornaliero l'anno (81) è il più basso dal 2002. Nel 2012 si sono registrati 107 giorni, 132 nel 2011, 85 nel 2010. Nel 2002 erano stati addirittura 166. «Un dato fondamentale» per Carlo Monguzzi, presidente della commissione Mobilità del Comune: «la concentrazione dei Pm10 è tra i fattori che determinano l'insorgenza di malattie cardiovascolari, polmonari e tumori». Merito, per l'assessore all'Ambiente Maran, di un insieme di politiche antitraffico - Area C, il Car sharing, BikeMi e le domeniche a spasso, e per l'efficienza e il risparmio energetico.
Peccato che nella stessa giornata siano usciti i risultati del progetto Upupa (Ultrafine Particles in Urban Piacenza Area) del Laboratorio Energia e ambiente Piacenza (Leap) - centro di ricerche del Politecnico secondo cui le polveri ultrafini stanno soffocando la Pianura Padana. Polveri che per la loro consistenza sono estremamente dannose per la salute. La cura? «È praticamente inutile - afferma Michele Giugliano, direttore delle ricerche e docente d'inquinamento atmosferico del Politecnico - prendere misure su aree ridotte a tempo limitato». Ossia non basta non usare l'auto una domenica per vedere un risultato. A buon intenditor...