Soldi, bandiere e nudi gender Zone schierate col gay pride

Dal linguaggio dei segni, alla parata, alle foto artistiche il centrodestra contesta i soldi stanziati per la settimana

Dalla bandiera arcobaleno che sventola accanto al Tricolore alla mostra di nudi artistici «gender». La settimana dell'orgoglio gay, che è partita ufficialmente ieri - con un anticipo giorni fa nel padiglione Usa a Expo - e culminerà sabato con la parata Lgtb da piazza Duca d'Aosta a corso Buenos Aires, sta già scatenando polemiche. Nel mirino (almeno per ora) ci sono soprattutto le Zone. La sinistra dopo l'approvazione di un ordine del giorno ha esposto il vessillo arcobaleno sul palazzo del Consiglio di Zona 2 e 6. E gli esponenti di Fdi Riccardo De Corato e Massimo Girtanner minacciano di andare «personalmente a togliere la bandiera da via Legioni Romane» zona 6, perché «è illegale». De Corato, consigliere comunale ed ex vicesindaco, ricorda che «il regolamento si trova scritto nero su bianco sul sito del Governo, Ufficio del Cerimonia di Stato: «Si possono esporre sugli edifici pubblici istituzionali bandiere e vessilli non istituzionali o privati o di parte? No, possono essere esposte esclusivamente bandiere pubbliche istituzionali». Sui pennoni accanto alla bandiera italiana quella arcobaleno non ci può stare».

Ma la polemica non si ferma in via Legioni Romane. Si allarga ad esempio alla Zona 2, quella dove si concentrano gli eventi e la parata del gay pride. Qui è stata affidata a trattativa privata diretta ad Arcigay la realizzazione di una serie di iniziative proposte dalla Commissione cultura e socialità. Comprendono ad esempio la presentazione del romanzo lesbico per adolescenti «L'altra parte di me» di Cristina Obber presso la Libreria dei Ragazzi di via Tadino, un servizio di interpretariato per consentire la partecipazione delle persone sorde al corteo Lgtb e una mostra fotografica dal titolo «Unit Gender» presso il foyer del teatro Elfo Puccini in corso Buenos Aires. Si tratta dell'esposizione di diciotto immagini di nudo artistico che mostrano il rimescolamento dei generi: Julia Betz mette in scena la figura femminile «mascolinizzata», una seconda serie di immagini in cui l'uomo «è dolce e scultoreo allo stesso tempo» 3 una terza in cui i generi si uniscono. La Zona 2 ha assegnato ad Arcigay un contributo pubblico di 2.300 euro per mettere in piedi tra ieri e sabato prossime queste iniziative. Un altro finanziamento, di 750 euro, è stato assegnato invece dal Consiglio di Zona 1 sempre ad Arcigay (coi voti contrari della Lega) per workshop sui pregiudizi e dibattiti sui pregiudizi che si svolgeranno tra oggi e domenica alla Casa dei Diritti di via De Amicis. Fuori dalle polemiche, la Pride Week a cui Comune e Regione hanno concesso il patrocinio (anche se il logo del Pirellone non figura sui comunicati stampa ma solo sul sito) ha in calendario oltre 50 appuntamenti tra incontri culturali, dibattiti, cinema, teatro, presentazioni di libri, spettacoli, serate disco, intrattenimento e sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Nella «Prode Square» in zona Buenos Aires ci sarà l'area «Sex factor» dove fare il test salivare dell'Hiv.