Sparito da mesi, il suo cadavere mummificato trovato in casa

Gli ultimi scontrini della spesa sono quelli della fine di febbraio. E le sue condizioni, - un cadavere rinsecchito, a piedi nudi, con indosso quello che una volta deve essere stato un pigiama di tela azzurrino - sono molto simili a quelle di una mummia. Come molti sono i mesi trascorsi da quando qualcuno nello stabile di via Cà Granda, in zona Niguarda, l'ha visto in giro per l'ultima volta.

Ha settant'anni il pensionato della Siemens trovato morto e mummificato ieri mattina nel bagno del suo appartamento. Il fatto che conducesse una vita molto isolata anche grazie al carattere particolarmente riservato e per niente incline a fare amicizia (così lo ricordano i vicini) non ha certo facilitato il rinvenimento del suo corpo senza vita in tempi decorosi per un essere umano che vive in una società dove tutti sono costantemente in contatto. L'assenza di famiglia, parenti stretti e amici intimi ha fatto il resto.

Eppure risulta difficile credere, accettare che nel condominio non solo nessuno abbia notato la prolungata assenza dell'uomo o, comunque, non l'abbia segnalata una volta diventata «sospetta». Una storia tristemente densa di stranezze. Nonostante infatti siano appena trascorsi un'estate torrida e un autunno decisamente dolce, il fetore del cadavere non è stato avvertito. Sì, perché viste le condizioni del corpo e le «prove» degli scontrini, l'uomo dovrebbe essere morto entro le prime due settimane di marzo.

I carabinieri e i vigili del fuoco sono arrivati nello stabile a mezzogiorno. A chiamarli è stato l'amministratore di condominio sollecitato dalla donna delle pulizie che aveva notato la casella della posta stracolma, segno che «nessuno la ritirava da tanto tempo». Da oltre otto mesi.

PaFu