Surroghe, novità e «rimpasti» L'effetto-elezioni sui partiti

Via alle grandi manovre dopo l'esito del voto europeo e anche nelle istituzioni ci sono scosse di assestamento .

Grandi movimento nel centrodestra dopo il voto del 26 maggio. E anche nelle istituzioni si registrano le prime scosse di assestamento.

In Fdi, dato per scontato che Giorgia Meloni resti a Roma, gli eletti nel nord-ovest sono Carlo Fidanza e Pietro Fiocchi, che per neanche 200 voi ha superato Stefano Maullu. Tutti aspettano di sapere se Fidanza andrà in Europa oppure no. Nel primo caso sarebbe eletta alla Camera Maria Teresa Baldini, nel secondo caso andrebbe a Maullu. In Forza Italia si è aperta una discussione sul futuro del partito. Un «cambio di passo» lo ha chiesto, con un'intervista al Giornale, il capo-delegazione Giulio Gallera, ma nelle stesse ore anche i consiglieri regionali sono intervenuti. «Ora più che mai - hanno detto - per il nostro partito è necessaria una svolta: idee chiare, una prospettiva credibile, la valorizzazione dei rappresentanti dei territori nelle scelte strategiche». Prevedibile che la discussione vada avanti nei prossimi giorni. Intanto, qualcosa potrebbe muoversi negli incarichi istituzionali, come effetto del voto e non solo. Data l'incompatibilità fra i due seggi, l'elezione all'Europarlamento di Silvia Sardone, attuale consigliera regionale eletta nelle liste di FI 14 mesi fa, farebbe scattare un «non-eletto». Per altro verso, altro meccanismo è stato messo in moto dalle vicende giudiziarie. Il decreto attuativo della «legge Severino» prevede infatti che - in presenza di una misura cautelare - scatti la sospensione dalla carica di consigliere regionale. L'iter è molto complesso e non si è ancora del tutto perfezionato, ma alla fine dovrebbe arrivare un provvedimento di sospensione per Fabio Altitonante, e sarà notificato al Consiglio regionale per la surroga temporanea. I due meccanismi di surroga, così diversi, si sommerebbero. Già scattato e confermato l'ingresso in Consiglio di Marco Alparone, toccherebbe ad Alan Rizzi e a un terzo dei non-eletti, Maurizio Broccanello. A questo punto, inoltre, Fi avrebbe in teoria la possibilità di sostituire due sottosegretari, a meno che la Lega non voglia «avocare» a sé uno dei due. E potrebbe finalmente sostituire anche Silvia Sardone alla presidenza della commissione Bilancio, dove da tempo - dalla sua uscita - era in agitazione e chiedeva il cambio.

A proposito, si discute anche nella Lega. Le premesse della discussione sono, evidentemente molto diverse. La Lega non ha solo sfondato nel centro Italia e nelle regioni del Sud, si è anche consolidata in Lombardia ed è cresciuta anche a Milano, dove è mancato però il sorpasso sul Pd. In Regione ieri si è molto parlato di una delega ad hoc in giunta per Gianmarco Senna. L'ipotesi è stata smentita, anche dalla Lega. In via Bellerio precisano che all'ordine del giorno non c'è alcun rimpasto. Ma - incarico o no - Senna dirà la sua su Milano, dove d'altra parte era capolista un anno fa. Anzi, ha già cominciato a delineare le sue idee in un'intervista al Giornale in cui al partito chiede apertura e ascolto per tutte le realtà della città.