Tasse comunali, il record di Milano

I commercianti: «Prezzi troppo alti, chiediamo una tregua per Expo con sconti sulle tariffe»

Città che vai, Cosap che trovi. E che differenza. Milano detiene il record della tassa per l'occupazione del suolo pubblico più alta. Insomma, un tavolino nel dehor di un bar in Galleria o attorno a piazza Scala costa più del doppio rispetto a un tavolino a Firenze affacciato in piazza della Signoria.

È quanto emerge da una ricerca effettuata dal dipartimento di architettura e studi urbani del Politecnico assieme alla Camera di Commercio. Il paragone è stato fatto fra tre grandi città: Milano, Torino e Firenze. Dieci metri quadrati di dehor in centro, riparati da paravento, costano 6.250 euro all'anno a Milano, 3.036 euro a Firenze e 1.570 euro a Torino. Cifre assolutamente imparagonabili tra loro. Le cose cambiano un po' se ci si sposta nelle aree delegate alla movida: a Milano sui Navigli tavolini e dehors costano 1.936 euro all'anno, a Firenze in via de' Benci si arriva fino a 3mila euro. Il Comune di Torino in via Nizza chiede 1.193 euro.

Record milanese anche per le impalcature delle attività edilizie: a Milano costano 9mila euro per 90 giorni, a Firenze 2.900 euro e a Torino 1.760 euro. Diverso invece il discorso sulle manifestazioni e gli eventi, dove il tariffario più caro, con 176mila euro per tre giorni di occupazione, spetta a Torino. Milano si attesta sui 124mila euro e il Comune di Firenze chiede meno della metà: 62.700 euro.

Il rincaro della Cosap, voluto circa tre anni fa dalla giunta Pisapia, ha portato a un aumento esponenziale delle tariffe. Tanto che parecchi locali non si sono più potuti permettere i tavolini esterni e alcuni mercati (ad esempio quello dell'antiquariato in piazza Diaz, a fianco del Duomo) hanno rinunciato a esporre, schiacciati da una Cosap che da 4.800 euro è salita a 58mila euro.

«In generale - conclude la ricerca del Politecnico - emerge come per il Comune di Milano i valori presentino una variabilità maggiore che nelle altre realtà comunali analizzate». Vero. Ma fare certi calcoli alla vigilia di Expo fa venire l'orticaria ai gestori dei locali e ai commercianti. «La Cosap - commenta Simonpaolo Bongiardino, vice di Confcommercio - è stata aumentata in maniera improvvida, soprattutto in previsione di Expo. Il Comune ha voluto fare cassa ma i dehors rendono più gradevoli i locali e più accogliente la città, aspetto di assoluta importanza in vista di maggio. Sarebbe auspicabile una tregua per Expo». Bongiardino pensa a sconti (fra il 30 e il 50%) della tassa almeno nei mesi dell'Esposizione.

Lino Stoppani, presidente di Epam e vice di Confcommercio, al di là delle tariffe, senza dubbio care, ha a cuore un altro aspetto legato ai dehors: «Va bene che quelli in centro e nei luoghi storici siano autorizzati dalla Sovrintendenza - sostiene - ma ci aspettiamo tempi più veloci e iter burocratici più snelli. Ci sono troppi vincoli e percorsi complessi. In vista di Expo sarebbe bene agevolare gli esercenti».