Toti-Carfagna insieme a Milano il 29

Obiettivo dei promotori: i due neo coordinatori all'evento azzurro di Villa Torretta

Giovanni Toti e Mara Carfagna insieme all’evento del 29 giugno a Villa Torretta. Il nuovo assetto di Forza Italia, con due coordinatori e un «board» costituente, cambia tutto. Cambia il significato degli eventi in programma, cambia lo spirito con cui sono promossi e le prospettive di chi si appresta a partecipare. Lanciato da cinque esponenti azzurri in Regione (Giulio Gallera, Alessandro Fermi, Federico Romani, Alan Rizzi e Mauro Piazza), l'appuntamento di Sesto si stava configurando come tappa locale della convention totiana del 6 luglio al «Brancaccio». Ma ora che c'è un percorso condiviso si guarda a entrambi con rinnovata unità di intenti. Gli stessi promotori, che avevano già incassato la partecipazione di Toti, ieri hanno ottenuto il «sì» ufficioso della vicepresidente della Camera, che nel frattempo ha annunciato di voler andare anche il 6 luglio a Roma.

Il nuovo assetto soddisfa gli azzurri che negli ultimi giorni avevano fatto appello all'unità come valore prioritario. «Il buongiorno si vede dal mattino, siamo partiti con il piede giusto» commenta la capogruppo Mariastella Gelmini, mentre il capogruppo regionale Gianluca Comazzi parla di una «scelta vincente del presidente Berlusconi, che «darà presto i suoi frutti». «Quando si appartiene alla stessa famiglia - commenta - è normale fare fronte comune, per uscire dai momenti di difficoltà più forti di prima». «Sono soddisfatto che Toti abbia accettato questa nomina e voglia fare questa battaglia all'interno» dichiara il bresciano Gabriele Barucco. E si può cogliere un velo di malizia nell'uso del sostantivo «nomina», da parte di un sostenitore convinto del neo commissario lombardo Massimiliano Salini a cui movimentisti rimproveravano appunto - come (unico) difetto - il fatto di essere stato scelto e non eletto. Ma sono forse gli ultimi strascichi di una tensione che va scemando. «La fase del cambiamento è partita a Roma in Lombardia» dice Barucco. Fra i più in sintonia con la soluzione prefigurata a Roma c'è il presidente del Consiglio Fermi: «Sono molto contento - dice - Berlusconi ha colto il sentimento che c'era e ha scelto la strada giusta». Due risultati: «Teniamo unito il partito e si garantisce grande apertura con l'intento di rivederlo - osserva - C'è l'opportunità di liberare un'energia travolgente, questa è la ricetta migliore». Politicamente, poi, Fermi sottolinea due dinamiche che si innescano: «Prendiamo uno spazio che avrebbe potuto essere occupato da chi guarda al Pd» e nel contempo si creano i presupposti per una «voce alternativa» a quella che adesso nel centrodestra pare la più forte. Insomma, la speranza è essere complementari a Matteo Salvini, pronti a ereditarne gli eventuali delusi.

Uno dei promotori più generosi dell'evento del 29, Federico Romani, consigliere brianzolo, fa il punto così: «Tutti insieme abbiamo varcato il Rubicone: indietro non si torna. Penso che l'iniziativa del 29 giugno abbia dato un grande impulso nella svolta riformatrice dentro Fi. Un gruppo determinato di eletti ha preso una posizione chiara e netta: revisione delle regole e riorganizzazione interna per selezionare una classe dirigente autorevole. Inoltre, allargare la base del nostro movimento sarà essenziale per tornare ai fasti degli anni d'oro». Via libera da un «movimentista» come Alessandro De Chirico: «Carfagna e Toti sono due politici di razza che possono dare il loro contributo nel rilancio del nostro partito» dice il consigliere milanese, che vede nella soluzione prospettata «un'ultima opportunità per evitare scissioni e defezioni che già ci hanno fortemente indebolito e penalizzato». E Stefano Benigni, deputato bergamasco vicino a Toti, si dice «contento che Berlusconi abbia deciso di riconoscere solo a loro l'autorevolezza per scrivere le regole e i tempi delle primarie per la scelta del coordinatore nazionale», quindi auspica una «rivoluzione totale» e rivendica: «Finalmente le nostre istanze sono state accolte». «Ora saremo ancora più determinati» avverte, preannunciando la «nostra mozione programmatica L'Italia in Crescita a sostegno di Toti».

Alberto Giannoni