Trenord, la vertenza per lavoro e sicurezza

In bilico il servizio di vigilanza sui treni. E anche il posto di 38 addetti

Michelangelo BonessaLa sicurezza dei treni rischia di sbandare sulle guardie giurate. Trenord sta riorganizzando il proprio servizio di vigilanza e 38 persone, che ieri mattina si sono trovate in piazza Cadorna al grido di «ridateci il lavoro», rischiano il posto. L'agitazione, promossa dall'Ugl, ha spinto la società a trattare. «Non vogliamo dire a nessuno come gestire l'azienda - spiega Enrico Doddi, dirigente del sindacato - ma solo sensibilizzarli affinché non si lascino quaranta famiglie senza i mezzi per vivere». L'obiettivo sarebbe impegnare la società vincitrice del prossimo appalto per la sicurezza ad assumere i lavoratori in esubero.La protesta ha trovato un riscontro in Trenord, che comunque non può gestire direttamente il problema di questo personale, ma ha incontrato una delegazione di sindacalisti e lavoratori. In breve è stato trovato un accordo che, almeno in parte, salva la situazione: 23 lavoratori saranno assorbiti in Sicuritalia, i rimanenti 15 sono in un limbo. Per la seconda parte del gruppo il destino lavorativo dipenderà dai fondi disponibili.La decisione di riorganizzare il servizio è arrivata su impulso della Prefettura: la vigilanza deve essere svolta da guardie giurate, mentre i lavoratori in questione non avevano tutte le qualifiche giuridiche. E soprattutto gli addetti della GF protection erano disarmati, non potevano usare nemmeno un manganello, al contrario delle guardie giurate che sono abilitate a svolgere alcuni compiti di sicurezza proprio perché hanno l'autorizzazione a girare con la pistola. Alcuni però hanno già seguito dei corsi di formazione proprio per migliorare il proprio curriculum.E comunque la disponibilità a risolvere il contenzioso sembra esserci, anche perché dal giugno 2015 l'attenzione sul tema è molto alta. Allora, infatti, venne assalito a colpi di machete un controllore di Trenord e poco tempo dopo un altro venne minacciato con un cacciavite e una passeggero pestato. Dal quel momento Regione Lombardia, con l'assessore alla Mobilità Alessandro Sorte, ha deciso di implementare la sorveglianza e da settembre 150 agenti aggiuntivi hanno iniziato a girare su treni e stazioni. Il contratto però era a tempo determinato: i fondi stanziati non sarebbero bastati per il 2016. E adesso il problema si ripropone.