Il vero sconfitto rischia di essere il sindaco Pisapia

di Giannino della FrattinaTutto può succedere. Soprattutto in un voto così volatile (e volubile) come le primarie del centrosinistra, rese ancor più incerte dall'imprevedibile corsa dei cinesi alle urne. A votare il commissario Expo Giuseppe Sala, sembra di capire. E poco importa se proprio i cinesi sono i maggiori debitori dell'Expo, quelli che non pagando i debiti potrebbero mandare a picco quei bilanci che lo stesso Sala si è ancora ben guardato dal rendere pubblici. Cosa davvero discutibile in un Paese civile.Detto questo, è difficile immaginare questa sera una sua sconfitta. E così a sinistra è già partita la vera resa dei conti che non riguarderà certo Sala che con la sinistra non c'entra proprio nulla, nonostante quella ridicola ostentazione delle magliette di Che Guevara. Uno che a pensare Sala suo ammiratore, si rigira nella tomba come le pale di un frullatore. E allora a sinistra (quella vera) si stanno giocando con parecchio veleno la battaglia per il secondo posto, quella tra la vice sindaco Francesca Balzani e l'assessore Pierfrancesco Majorino (per inciso il vero trionfatore di questa prima fase di campagna elettorale). Perché proprio sul secondo posto si deciderà il destino della sinistra. Quella vera. E soprattutto la sua reale capacità di opporsi al progetto renziano di un partito della nazione con dentro verdiniani e aggregati vari di cui Milano è laboratorio. È chiaro che con Renzi che ha scelto per commissariare Milano lo stesso uomo che Letizia Moratti e il governo Berlusconi nel giugno 2010 hanno scelto per «blindare» l'Expo, l'opposizione toccava a Pisapia.Ma ora il problema della sinistra è che proprio Pisapia e la sua rivoluzione arancione vanno incontro alla più bruciante delle sconfitte. Perché Pisapia non solo perderà con Sala, l'unto da Renzi, ma dopo aver puntato tutto sulla Balzani se la dovrà giocare alla pari con Majorino. Politico di esperienza, ma senza gli appoggi di poteri forti e salotti buoni. Con il risultato che Pisapia sarà bocciato non dai milanesi, ma dalla sua sinistra che a lui preferirà un uomo di destra come Sala. E a giugno a votare i compagni ci dovranno andare con il naso ben turato.