Dal Vigorelli al Ghisallo la prima ciclostorica che fa rivivere due miti

Dal tempio della velocità alla salita del Lombardia Il via dalla mitica officina Masi, l'arrivo al Museo

Antonio Ruzzo

Dal Vigorelli al Ghisallo pedalando lungo un filo rosso che metterà insieme due templi del ciclismo lombardo. Due pezzi di un mito a pedali dove sono state scritte pagine fondamentali della storia sportiva (e non solo) del nostro Paese. Il Ghisallo è la salita di tutti quelli che pedalano. Perchè in cima c'è una chiesetta che è diventata un simbolo e perchè il museo è la metà perfetta per chi ama la bici. Il tratto più duro é all'inizio, un paio di chilometri tosti fino Mulini del Perlo. Talmente duri che il resto sembra una passeggiata anche se le pendenze sfiorano il 10 per cento. Il Vigorelli è il Vigorelli e non ha bisogno di presentazioni anche perchè da poche settimane la magica pista è tornata a splendere e presto ci si potrà pedalare in attesa che la ristrutturazione sia finita anche per tribune e spogliatoi. Nel frattempo i centro chilometri e passa che dal Vigorelli portano al Ghisallo diventano una corsa storia. Diventano «La Ghisallo» prima edizione della ciclostorica che si correrà domenica 3 luglio e che è stata presentata ieri nelle sale del Museo. «La Ghisallo nasce dalla volontà di creare una pedalata non competitiva che, nella più totale atmosfera vintage, permetterà di percorrere il territorio lombardo attraverso un percorso che collegherà due luoghi simbolo del ciclismo- spiegano gli organizzatori- Sarà il trait d'union tra il Velodromo Vigorelli di Milano, teatro di grandi record mondiali, i cui lavori di restauro stanno volgendo al termine, ed il Colle del Ghisallo a Magreglio, scenario di numerose imprese epiche, nonché luogo sacro e di riferimento per tutti gli amanti del ciclismo per la presenza del Santuario della Madonna protettrice dei ciclisti ed il Museo del Ciclismo, e che, per i più appassionati, permetterà di scalare anche il Muro di Sormano in modo inedito».

Una gara storica quindi, dove però la fatica sarà quella di sempre, più che mai attuale. Due i percorsi, il «classico» da 110 km, per i più temerari, ed il «corto» da 30 km alla portata di tutti. I primi 10 km con partenza dal Vigorelli e ritrovo presso la storica officina di Alberto Masi, che avverrà in presenza della pluricampionessa Mary «supersprint» Cressari, saranno percorsi attraverso il centro di Milano, toccando i principali monumenti della città. I partecipanti si separeranno al termine di un primo tratto comune. Per gli iscritti al percorso «classico» la pedalata continuerà verso Trezzo sulla ciclovia del Naviglio della Martesana , intitolata alla memoria del suo propositore Luigi Riccardi, fondatore di Ciclobby Milano e storico Presidente Fiab, per poi procedere verso Lecco-Onno lungo la ciclovia dei Laghi che costeggia il fiume Adda ed infine salire verso il Ghisallo da Valbrona. Gli iscritti al percorso «corto», invece, proseguiranno con mezzi propri o mezzi pubblici verso Lecco, dove risaliranno in sella e percorreranno in bicicletta un secondo tratto verso il Colle del Ghisallo. Lungo il percorso saranno naturalmente previsti dei ristori e a tutti coloro che effettueranno l'iscrizione prima della manifestazione sarà reso disponibile un servizio specifico di trasporto biciclette per rendere più agevole il collegamento con Milano e per Milano.