L'Ong di George Soros ​lascia la Turchia

La sezione turca di Open Society Foundation, fondata 25 anni fa dal miliardario statunitense, è stata costretta a cessare ogni attività nel paese dopo le dichiarazioni del presidente Erdogan che l'accusavano di finanziare gli oppositori politici

Dopo la chiusura della sua Central European University, trasferitasi da Budapest a Vienna a causa delle pressioni politiche esercitate dal governo di Viktor Orbàn, un'altra tegola cade su George Soros, sempre più nel mirino dei leader sovranisti europei. È infatti di quest'oggi la notizia che l'Ong Open Society Foundation, fondata nel 1993 dal miliardario e filantropo statunitense di origini ungheresi, ha annunciato la cessazione di tutte le proprie attività sul territorio della Turchia, dopo che nei giorni precedenti il Presidente Recep Tayyip Erdogan aveva accusato l'organizzazione di operare con l'obiettivo di dividere e distruggere la nazione, finanziando gli oppositori politici del governo. L'Ong si trovava inoltre oggetto di un'inchiesta del Ministero dell'interno che puntava a dimostrare l'esistenza di collegamenti tra quest'ultima e le note manifestazioni antigovernative avvenute nel 2013 note come proteste di Gezi Park.

Uno dei fondatori della sezione turca dell'Ong, Hakan Altinay, figura infatti tra le tredici persone arrestate dieci giorni fa con l'accusa di aver sostenuto Osman Kavala, attivista per i diritti umani ritenuto dalle autorità turche uno dei principali organizzatori delle proteste di Gezi Park nonché vicino al predicatore ed oppositore politico Fethullah Gülen. Lo stesso Gülen - rifugiatosi nel frattempo negli Stati Uniti - è attualmente ricercato dalla polizia turca in quanto indicato dal Presidente Erdogan come la mente del fallito colpo di stato avvenuto il 15 luglio 2016.

Proprio in merito alla vicenda dell'Ong, la settimana scorsa il Presidente Erdogan aveva affermato durante un incontro con degli amministratori locali: "La persona [Kavala] che finanziò i terroristi durante gli incidenti di Gezi Park si trova già in prigione. Ma chi c'è dietro di lui? Il famoso ebreo ungherese Soros, un uomo che ordina alle persone di dividere le nazioni e distruggerle. Ha così tanti soldi che si può permettere di farlo". Dichiarazione alle quali Open Society Foundation aveva risposto definendo quelle di Erdogan affermazioni senza fondamento e ribadendo di aver sempre agito nel rispetto delle leggi turche, ma aggiungendo tuttavia di aver richiesto la liquidazione legale di tutte le proprie attività dal paese.

La Turchia non è peraltro il primo paese che l'Ong di George Soros è stata costretta ad abbandonare. Lo scorso ottobre infatti il Parlamento russo ha approvato una legge per la messa al bando di quindici organizzazioni accusate di "attività propagandistiche atte ad influenzare il libero svolgimento delle elezioni nazionali" tra le quali figurava anche la Open Society Foundation. L'organizzazione è stata più volte tacciata, dai politici russi vicini a Vladimir Putin, di propaganda sediziosa e di cospirare ai danni della sovranità nazionale.

Commenti

Divoll

Lun, 26/11/2018 - 23:27

Spero che sia bloccato nella sola Austria per il resto del suo tempo in questa valle in cui ha provocato piu' lacrime del dovuto.