Macron disperato, ora tenta la carta del dialogo con una lettera ai francesi

In una lunga lettera il presidente annuncia la nascita di un dibattito a livello nazionale che dovrebbe svolgersi nei prossimi due mesi. Un dialogo, tuttavia, che non prevede la messa in discussione delle riforme già avviate e di quelle promesse in campagna elettorale

Emmanuel Macron non sa più dove sbattere la testa. Dopo la diserzione di alcuni tra i suoi più fidati collaboratori, la morsa sempre più stretta delle proteste da parte dei “gilet gialli” e le sue ultime uscite non proprio felici sul popolo francese, il presidente tenta la carta del dialogo.

Probabilmente una delle ultime da pescare in un mazzo sempre più povero.

Ecco il perchè di una lettera indirizzata proprio ai francesi, con la speranza di promuovere un dibattito nazionale che permetta di individuare le richieste che arrivano da una popolazione in subbuglio da quasi 10 settimane.

La missiva inizia con un messaggio di rivendicazione del ruolo e dell’importanza della Francia.“Non è un paese come gli altri. È uno dei paesi più fraterni ed egualitari. Ed è anche uno dei più liberi, dal momento che tutti sono protetti nei loro diritti e nella loro libertà di opinione, coscienza, fede o filosofia”.

Macron si dice solidale con le motivazioni che hanno portato al nascere delle rimostranze nel paese. “So che alcuni di noi oggi sono insoddisfatti o arrabbiati. Tutti vorrebbero un Paese più prospero e una società più giusta. Questa impazienza la condivido. La società che vogliamo è una società in cui avere successo non dovrebbe richiedere relazioni o fortuna, ma impegno e lavoro”.

Per affrontare tutto questo, Macron propone un dibattito a livello nazionale, che dovrebbe svolgersi da ora e fino alla metà di marzo. Un dialogo mirato a “costruire un nuovo contratto per la nazione, per strutturare l’azione del governo e del parlamento, ma anche le posizioni della Francia a livello europeo e internazionale”. Non sono ancora ben chiare le modalità in cui dovrebbe venire ad articolarsi il sopra citato dibattito, si parla di discussioni online o direttamente sul territorio, ma i contorni della proposta risultano decisamente fumosi. Tanto che qualcuno dalle opposizioni parla solo di un tentativo per guadagnare tempo, motivato dal crollo di consensi inarrestabile che il presidentemente quotidianamente si trova costretto a fronteggiare. Anche perché se da un lato pare esserci un’apertura al dialogo, dall’altro il presidente non sembra intenzionato a retrocedere su alcune tematiche. Intoccabili le riforme già avviate e quelle promesse in campagna elettorale nel 2017.

Arriva, tuttavia un monito tra le righe, che non può passare inosservato anche ai meno attenti. “Trasformare con voi la rabbia in soluzioni”, sostiene Macron, per poi puntualizzare. Inaccettabile ogni forma di violenza, di pressione o di insulti contro rappresentanti eletti, giornalisti, istituzioni o funzionari pubblici. Se tutti sono aggressivi verso gli altri, la società crolla. Al momento a crollare è solo l’indice di gradimento.