Liberati i curdi rapiti dagli islamisti

Catturati mentre si dirigevano ad Aleppo, in Siria erano nelle mani dei qaidisti. Il sequestro vicino a Idlib

Ribelli siriani distruggono una statua di Hafez Assad, padre dell'attuale presidente siriano, a Idlib

Erano partiti da Afrin, nella zona di Aleppo, nel nord della Siria. Trecento curdi che viaggiavano in pullman verso Aleppo, per ricevere lo stipendio, sono stati fermati e sequestrati, con tutta probabilità da miliziani del Fronte al-Nusra, la sigla qaidista siriana, alla periferia di Idlib.

La notizia, diffusa dalla televisione Al Mayadeen, è stata confermata anche dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, gruppo che monitora l'andamento della guerra civile siriana da Londra, avvalendosi di un'ampia rete di attivisti e collaboratori sul campo.

I ribelli, ha poi detto Nawaf Khalil, un portavoce del partito curdo siriano Pyd in Europa, hanno rilasciato dopo alcune ore i sequestrati, che sarebbero stati presi a Tuqad, un villaggio a una ventina di chilometri da Aleppo e poi portati nel sobborgo di Dana. Al-Nusra non ha rivendicato l'azione.

Da alcuni giorni Idlib è controllata da una coalizione di forze anti-governative battezzata Jaish al-Fath e di cui fanno parte anche i miliziani qaidisti, che in cambio della liberazione dei trecento curdi fermati chiedevano il rilascio di tre prigionieri che sarebbero in mano alle forze curde.

Migliaia di persone sono fuggite dalla città dopo l'ingresso delle forze ribelli, temendo una reazione da parte dell'aviazione del regime. Negli ultimi giorni - secondo fonti dell'opposizione - i raid aerei hanno uccisi almeno un centinaio di persone nei quartieri della città.

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