Ue-Giappone, approvato maxi accordo di libero scambio

L'Europarlamento ha approvato con larga maggioranza l'accordo commerciale tra Ue e Giappone, dando vita alla più grande zona di libero scambio al mondo

Mercoledì, a Strasburgo, il Parlamento europeo riunito in plenaria ha approvato uno storico e vastissimo accordo di libero scambio con il Giappone. Con un'ampia maggioranza – 474 voti favorevoli, 152 contrari e 40 astenuti – l'Europarlamento ha ratificato l'Epa (Economic Partnership Agreement), la partnership con il Paese nipponico, dando vita alla più ampia zona di libero scambio al mondo.

L'accordo coinvolge più di 635 milioni di cittadini europei e giapponesi, legando due delle maggiori economie globali che, insieme, rappresentano un terzo del Pil mondiale. L'Epa risulta quindi essere il più ambizioso trattato commerciale mai negoziato dalla Ue, superando i discussi Ceta e Ttip.

L'accordo prevede l'eliminazione delle tariffe doganali sul 99% dei prodotti e dei servizi scambiati tra Ue e Giappone. Rinominata anche “formaggio in cambio di automobili”, la partnership consentirà l'abrogazione dei dazi su tutti i prodotti enogastronomici europei, che oggi possono arrivare fino anche al 40%. Viceversa, verranno eliminate le tariffe di ingresso delle automobili giapponesi in Europa, che si attestano tra il 10 e il 15%. In totale, l'Ue esporta beni e servizi in Giappone per 86 miliardi di Euro, facendo di Tokyo il secondo partner commerciale in Asia dopo la Cina. Si prevede che le esportazioni europee potranno aumentare fino al 13,2 %, per una cifra che si aggira intorno ai 13,5 miliardi di Euro, consentendo un risparmio di oltre 1 miliardo alle imprese europee. Inoltre, queste potranno accedere agli appalti delle 54 maggiori città giapponesi, oltre che a quelli legati al settore ferroviario.

Il trattato stabilisce che il Giappone si adeguerà alle rigide regole e standard europei in fatto di cibi e bevande. Il testo dell'accordo prevede il riconoscimento di ben 205 prodotti alimentari Igp europei – di cui ben 46 italiani, agevolando la lotta contro le contraffazioni. Questo contribuisce a salvaguardare il "made in Italy", apprezzatissimo dalle parti di Tokyo e non solo in fatto di cibo. Il Giappone infatti è il sesto partner commerciale dell'Italia, che esporta beni per 6,5 miliardi e ne importa per 4 miliardi, registrando un surplus di ben 2,5 miliardi.

L'Epa è stato accolto in modo positivo da tutti i gruppi parlamentari. Anche il Movimento 5 Stelle, contrario agli altri accordi di libero scambio negoziati da Bruxelles, si è espresso in favore: “Si tratta di un accordo conveniente per le piccole e medie imprese e per i cittadini italiani”, ha dichiarato l'eurodeputata pentastellata Tiziana Beghin.

Le uniche critiche pervenute arrivano dai gruppi dei Verdi e della Sinistra Europea. Secondo i loro parlamentari, le imprese europee del settore auto si troveranno esposte alla forte concorrenza giapponese, risultando in una perdita di posti di lavoro. Ancora, Helmut Scholz, eurodeputato tedesco della Sinistra Europea, ha affermato che la riduzione delle tariffe avverrà da entrambe le parti, generando una perdita di 1,6 miliardi di tariffe doganali che l'Ue incassava dal commercio con Tokyo. “Come pensiamo di compensare questa grave perdita del budget?”, ha chiesto all'Europarlamento.

I negoziati tra Ue e Giappone erano iniziati nel 2013, procedendo molto a rilento. La svolta è arrivata con l'insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca: tra i primi atti della sua amministrazione, il tycoon ha ritirato l'adesione degli Usa al Ttp – partnership trans-pacifica, il grande accordo di libero scambio che coinvolge 12 Paesi affacciati sull'Oceano Pacifico, tra cui il Giappone. A partire da quel momento, si sono intensificati i negoziati tra la Commissione europea e l'amministrazione nipponica, bisognosa di nuovi partner commerciali.

Lo scorso 6 luglio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha votato a favore dell'accordo presso il Consiglio europeo, e il 17 dello stesso mese il trattato è stato firmato da Ue e Giappone durante un summit congiunto. A differenza di Ceta e Ttip, l'Epa regola questioni di esclusiva competenza europea, e dunque non necessita della ratifica dei parlamenti di tutti gli stati membri dell'Unione.

Il prossimo 21 dicembre ci sarà l'ultima approvazione da parte del Consiglio, una mera formalità. Così, a partire dal 1 febbraio 2019, le nuove regole commerciali tra Europa e Giappone entreranno in vigore.