Omicidi di piazzale Dateo, nuova pista porta ad Arrigoni, il killer di Verona

Paola Fucilieri

Un serial killer della provincia di Bergamo, quindi. Secondo la svolta della Procura di Milano le tracce dell’autore del triplice omicidio della notte del 31 dicembre 1999 in piazzale Dateo porterebbe lontano da Milano, verso il capoluogo orobico, appunto. E verso un assassino seriale, appunto. Che gli inquirenti non escludono possa anche essere Andrea Arrigoni, l'investigatore privato che il 21 febbraio a Verona uccise 2 agenti di polizia e una lucciola, rimanendo a sua volta ucciso nel conflitto a fuoco. L’uomo, in seguito, risultò essere un vero e proprio serial killer di «lucciole». Arrigoni è infatti il responsabile anche dell'omicidio di almeno un'altra prostituta, un’albanese il cui cadavere venne ritrovato nel Bergamasco il 19 novembre 2004. A legare le due vicende sono stati, com’è noto, i riscontri degli esperti della Scientifica che avevano l'obiettivo di verificare l'ipotesi che Arrigoni potesse aver commesso altri efferati delitti.
Nel caso di piazzale Dateo le perizie avevano confermato l’uso di pallottole speciali (sul posto la polizia trovò una decina di bossoli calibro 9x21) identiche a quelle delle forze di polizia. L’inchiesta ha poi chiarito che il killer di Milano si sarebbe procurato clandestinamente quei proiettili proprio per depistare le indagini.
Ma le indagini della Procura meneghina - confortate dalla dettagliata testimonianza di un residente della zona che aveva visto tutto - sottolineano che il killer di piazzale Dateo aveva un obiettivo preciso, il viado «Paula», cioè il travestito brasiliano Paulo Barboza dos Santos, 29 anni: secondo gli inquirenti, l’assassino, sceso da una Porsche nera, avrebbe continuato a sparare e a uccidere solo per eliminare ogni occasionale testimone oculare. Per questo avrebbe ucciso anche Franco Talgati, il 51enne invalido civile bergamasco che abitava con i genitori a Canonica d’Adda. Il bergamasco era un amico di Paula. Insieme a lui e al viado morì il cingalese Clement N.W.T., 27 anni, che stava facendo ritorno a casa.
Nella svolta dell’inchiesta milanese si dice anche che l’omicida di piazzale Dateo sia la stessa persona che, sempre a bordo di una Porsche nera (l’auto venne identificata: era rubata e il killer, nel frattempo, se ne sbarazzò bruciandola) aveva commesso rapine a mano armata ai caselli autostradali. La brutalità dell’assassino fa temere che possa aver commesso altri delitti. Ed ecco che spunta la pista Arrigoni. Ancora tutta da verificare. Ma tenuta in considerazione.