LE PARC L’amore che travolge è danza fra Dupont e Murru

Debutta alla Scala giovedì il balletto del coreografo Preljocaj. Primi passi insieme per le due étoile

Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala sarà la prima compagnia italiana a interpretare Le Parc di Angelin Preljocaj. Lo spettacolo, creato per l'Opéra di Parigi nel 1994 è alla Scala da giovedì. Prima volta insieme in scena per sei recite anche per la étoile scaligera Massimo Murru, e Aurélie Dupont, étoile dell'Opera di Parigi, che balleranno insieme nei passi a due che suggellano ognuno dei tre atti del balletto, sulle note degli andanti dai Concerti per pianoforte e orchestra n. 14, 15 e 23 di Mozart, in un tempo unico senza intervallo.
Tra schermaglie d'amore, in un percorso di ricerca, desiderio, resistenza all'amore e abbandono i protagonisti si muovono in un giardino stilizzato, creato dallo scenografo Thierry Leproust e dal light designer Jacques Chatelet, in costumi firmati dallo stilista Hervé Pierre.
«Il mio punto di partenza è stato La Princesse de Clèves di Mme de La Fayette, un libro straordinario, che racconta la resistenza all'amore più che l'amore in senso stretto - ha spiegato Angelin Preljocaj. E nel balletto volevo proprio rappresentare il modo in cui le persone resistono a questo tsunami che è l'amore. Ma anche di come, a poco a poco, le barriere siano destinate a cadere, per lasciare entrare questa tempesta. Così, per contrasto, la protagonista del balletto si trova inserita in un'atmosfera di libertinaggio in cui tutti hanno relazioni con tutti, ma a cui lei si sottrae, in un atteggiamento di rottura rispetto a ciò che la circonda». E se l'ispirazione letteraria, che lascia ravvisare anche echi delle Liasons dangereuses di Choderlos de Laclos e della Carte du tendre di M.elle de Scudéry, anche l'attualità ha avuto un suo ruolo nella nascita di questo balletto. «Che ne è oggi dell'amore, imprigionato nella confusione della crisi, in preda al dubbio, faccia a faccia con l'Aids», scriveva Angelin Preljocaj nel programma di sala dell'Opéra di Parigi al debutto di Le Parc nel 1994. «In quegli anni ci fu un ritorno a una ricerca di relazioni che fossero meno “spericolate” - è il suo commento - Ma quello che Le Parc rappresenta, soprattutto, è una pericolosità per il cuore».
È così, tra moderni e un po' misteriosi Cupido in occhiali scuri, che aprono e chiudono lo spettacolo aggirandosi nel giardino, si dipana il filo d'Arianna del viaggio dell'amore. «Questi personaggi indossano grembiuli di pelle e occhiali da saldatore, sono fuori dal tempo e dallo spazio, sono fuori e dentro la protagonista, come se fossero qui per fare giardinaggio nel suo cuore, potandolo e preparandolo all'amore».
Fondamentale nell'ottica di Angelin Preljocaj, il contributo degli interpreti nel balletto. «Murru e la Dupont non avevano mai ballato insieme, ed era come se ognuno di loro possedesse metà della verità. Davanti a me hanno messo insieme le due parti».
Le Parc
Teatro alla Scala da giovedì al 14 novembre
info: 02.72003744, www.teatroallascala.org.