Pasta, boom mondiale: pure Barak Obama la mangia tutte le settimane

Ogni italiano consuma 26 chili l'anno di spaghetti, trofie, bucatini. Un piatto su quattro viene scodellato nello Stivale, ma il classico «primo» del Belpaese sta invadendo gli States: De Niro, Tarantino e Scarlet Johansson hanno addirittura un personal trainer per la pasta

Siamo un popolo di poeti e navigatori ma anche di «pastari»: e questo si sapeva. Spaghetti o linguine, trofie o tortellini, il risultato non cambia: siamo i primi consumatori al mondo, ne mangiamo ogni anno ventisei chili a testa, il doppio dei venzuelani secondi in classifica. Insomma, un piatto ogni quattro viene scodellato nello Stivale. Quello che è meno noto che, grande al boom delle esportazoni, il nostro primato si sta riducendo. Ormai anche gli americani, Barak Obama in testa, hanno il loro appuntamento settimanale con i maccheroni. Scotti, dolci, mal conditi, ma sempre maccheroni.
Negli ultimi dieci anni il valore dell'export nel mondo è praticamente raddoppiato e ha raggiunto nel 2009 il valore di 1,8 miliardi di euro. E' quanto emerge da un' analisi della Coldiretti in occasione dell'apertura del primo Pastatrend di Bologna, dal quale si evidenzia peraltro che il valore della produzione globale di pasta italiana ha superato complessivamente i 6,1 miliardi e dà lavoro a 30 mila addetti occupati in circa seimila imprese.
Un piatto su quattro consumato nel mondo è fatto in Italia che è leader nella produzione con 3,2 milioni di tonnellate, superiore a quella degli Stati Uniti (due milioni di tonnellate), del Brasile (un milione) e della Russia (858 mila). Con i suoi 26 chili l'anno, ogni italiano ne mangia dunque in media tre volte più di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte più di un tedesco o di uno spagnolo e sedici di un giapponese. Impressionante comunque è la crescita negli Usa, dove, stando a una ricerca della National Pasta Association, per quasi 8 americani su 10 (77 per cento) entra nel menu almeno una volta a settimana e il 33 per cento degli americani la mangia almeno 3 volte a settimana. Tra i consumatori accaniti più illustri ci sono anche Barack e Michelle Obama, appassionati degli stringozzi alla carbonara. Secondo il Metropolitan Post, Robert De Niro, Scarlett Johansson e Quentin Tarantino ricorrono addirittura ad un costoso «personal pasta chef».
Nonostante la sostanziale tenuta dei consumi a livello nazionale, si è pero' verificato un crollo dei prezzi pagati agli agricoltori per il grano duro necessario per la pasta su livelli di circa 15 centesimi al chilo, un calo che non riesce a coprire i costi di produzione e mette a rischio il futuro. Per salvare la pasta di grano italiano, la Coldiretti è impegnata nel progetto una "filiera agricola tutta italiana" per combattere le distorsioni e le speculazione.
Il tutto per salvare una storia che ha inizio circa 7000 anni fa. Sono molte le leggende intessute attorno alla sua nascita: c'è chi l'attribuisce agli Dei, chi agli Etruschi, chi a Marco Polo e al suo ritorno dalla Cina e chi pensa che i primi inventori siano stati gli arabi. Ma sicuramente l'Italia è il Paese che ha maggior titolo nel rivendicare la paternità di questo alimento grazie al forte legame con il territorio, alle tecniche di lavorazione e alle sapienti combinazioni culinarie. Di certo, infatti, si sa che nel XVII secolo, a Napoli, la pasta incontrò il pomodoro, arrivato in Europa con la scoperta dell'America, e con il tocco aggiuntivo del basilico nacque quel fortunato tris di colori, testimonial indiscusso della nostra bandiera.