La cultura fallita per troppa destrofobia

La casa editrice Il Mulino, cenacolo di cultura liberale, quando arrivò al potere Berlusconi si chiuse verso destra, anche verso gli esponenti "più degni", e da élite si trasformò in oligarchia

Ha ragione Ernesto Galli della Loggia a notare sul Corsera la parabola del Mulino, la casa editrice bolognese, cenacolo di cultura liberale, che quando arrivò al potere Berlusconi si chiuse verso destra, anche verso gli esponenti «più degni», e da élite si trasformò in oligarchia.

Onestamente non so se questa sia la causa principale della sua crisi odierna. E soprattutto non credo che questo discorso riguardi solo il Mulino. Mezza editoria italiana, giornali inclusi, all'avvento di Berlusconi si chiuse a riccio e trasferì l'odio per i «reazionari» o i «fascisti» su tutto quanto si muoveva nei paraggi di Berlusconi o nel quadro bipolare si collocava sulla linea del centrodestra. Editori che si stavano aprendo negli anni Ottanta e Novanta ad autori, temi e culture genericamente di destra, si sono nuovamente chiusi con rinnovato livore partigiano. Si sono innalzati steccati, senza distinguere tra degni e indegni, tra colti e barbari, tra opportunisti, cortigiani e chi quelle idee frequentava già prima che arrivasse al potere Berlusconi.

Il risultato è stato un razzismo etico e culturale di ritorno, aggravato dai tabù del politically correct e dalle tribù accademico-mafiose. E in questo, caro Ernesto, come in passato, non c'erano solo i media di sinistra. Il cordone sanitario (lo dico anche per esperienza personale) cominciava appena fuori dall'ambito del centrodestra. E oggi, nell'era Mattea, più contorno di grillini, cambierà qualcosa? O cambierà solo per sopraggiunta estinzione di protagonisti e antagonisti?

Commenti
Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 23/12/2014 - 20:08

Dr. Veneziani, per una sola volta parlo di me: io ho provato sulla mia pelle il disastro ideologico e sociale che la sinistra ha messo in campo in seguito all'entrata di Berlusconi in politica. Tutto il parentame in blocco (e in special modo mio zio verso mia madre) da che erano, da anni, agnostici o vagamente democristiani (mentre noi eravamo sempre stati, più o meno, 'di sinistra') si sono improvvisamente coalizzati sulla difesa di chissà quale 'ente' o 'etica' inattaccabile e intoccabile che Berlusconi ha 'osato' discutere e che quelli 'brutti, sporchi e cattivi' come noi 'di destra' hanno appoggiato. Ma essi non lo hanno fatto con educazione, con rispetto; in loro non c'era alcuna voglia di convincerci, di dialogare ma solo di attaccarci con la risatina. E così tutti gli italiani, gli uni contro gli altri! Ci siamo imbarcati in una guerra quasi civile che ha coltivato il peggio di noi, che ci ha indebolito; mentre qualcuno ne raccoglieva i frutti!

opinione-critica

Mar, 23/12/2014 - 23:13

Giova rammentare che nel Mulino c'era e c'è la lunga mano di Prodi