Alla destra si addicono i comizi. Lasci perdere gli assessorati

Non crederò mai che Veltroni e Alemanno siano stati davvero collusi con la Cupola

Il sindaco uscente Gianni Alemanno

Non crederò mai che Veltroni e Alemanno siano stati davvero collusi con la Cupola. Magari col Cupolone, ma non con la Cupola mafiosa. Qualunque giudizio si abbia su ciascuno dei due, e su queste colonne siamo stati alla fine severi con ambedue, è surreale immaginare Veltroni e Alemanno affiliati a una cosca. Credo che la stessa cosa valga per Marino, anche se è pessimo il giudizio sul suo ruolo di sindaco. Possiamo fare un processo politico ai tre sindaci di Roma, denunciare il dissesto finanziario della Capitale lasciato da Veltroni, Alemanno che deluse i suoi elettori e la città, anche se Marino poi è riuscito a farlo persino rimpiangere. Ma la mafia no, non è cosa loro.

Parto da una premessa e poi mi soffermo su due nodi, uno che riguarda la politica in generale, l'altro che riguarda la destra di governo, a Roma e non solo. La premessa è: con le infiltrazioni mafiose che imperversano a Milano e a Nord fino in Germania, si poteva davvero pensare che Roma ne fosse immune? Non c'è sorpresa, l'intreccio tra politica e malaffare è un network nazionale e le associazioni criminali si sono infiltrate nei gangli vitali del Paese. Qual è allora la colpa vera della politica? Di essere inconsistente, psicolabile, inerme, senza rispetto di sé, mendicante di consensi e favori senza verificarne la provenienza, connivente per via indiretta per paura, incapacità, fragilità, ottusità, meschine convenienze. Un tessuto permeabile, la politica, soprattutto quando diventa una collazione di casi personali e di carriere individuali a scapito del resto. La mafia penetra perché offre alla politica, per vie indirette, piccoli vantaggi e immediate utilità; e la politica non si chiede la provenienza, non indaga, non denuncia, non respinge; lascia crescere quella zona grigia tra la politica e il malaffare dove avvengono gli scambi e dove portatori di voti sono anche portatori d'interessi loschi. Lo scandalo romano, subito romanzato per rendere la realtà un'imitazione della fiction, tocca tutti, da sinistra a destra, e questo dimostra prima che la corruzione della politica, la sua fradicia permeabilità. Sembra la rappresentazione del nostro territorio e della sua precaria friabilità. I sindaci passano, la malavita resta.

Ma a noi colpisce vedere nomi e biografie che provengono dal mondo di destra, e da quello più estremo e cazzuto. La memoria risale all'infausto caso della Regione Lazio riassunto plasticamente nella figura di Fiorito e nei festini di grottesca romanità. Perché una destra che per anni si è vantata della sua diversità, che propugnava l'alternativa al sistema e ripeteva con Almirante che dalle tasche di Mussolini appeso in piazzale Loreto non è caduto un soldo, è finita poi così in basso? Molte ragioni, ma le riassumo in una: quella destra aveva a volte coraggio fisico, ma non coraggio civile né intellettuale. Non ha saputo rischiare, tentare davvero di cambiare le cose, lasciare un segno vero sulla città, essere popolare e non chiusa in un cameratismo di setta de' noantri , selezionare i migliori e non gratificare i comparuzzi. Non ha osato. Per carità, non sono stati peggio degli altri, dei loro avversari e dei loro alleati, sono rimasti nella media scadente, con l'alibi o l'aggravante dell'inesperienza.

Ora gran parte di loro merita di rimpiangere il tempo in cui era all'opposizione radicale, con viva preghiera di non diventare mai più forza di governo. Fate comizi, cortei e striscioni, non fate più gli assessori, i sindaci e i presidenti. Non è cosa vostra.

 

Commenti
Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 04/12/2014 - 19:10

Per la verità tradizionalmente, la destra 'romana' è sempre stata in 'prima linea', non certo all'opposizione. Quando dal dopoguerra è comincito il 'sacco di Roma' con la 'palazzinizzazione' del Tuscolano e della Balduina, la cosiddetta 'destra' era ben rappresentata dagli ambienti, come si diceva allora, 'clerico-fascisti' ben intrecciati con quelli sinistri identificati nel binomio 'calce e martello'. Non un''alta' borghesia, ma, direi, un''altra' borghesia, direttamente discendente da quella 'imbastardita' che, dopo il 20 settembre 1870 si mise d'impegno a distruggere la Roma papale con strette alleanze tra piemontesi, nobiltà 'nera' e 'mercanti di campagna'. Continuità del devastare: dopo il 1870 Villa Ludovisi e dopo il 1950 gran parte della Campagna Romana. Ora è la volta dell'identità di Roma: il giro di soldi legato all''Accoglienza', e all'evidente mala fede della sinistra, è rivelatore!

opinione-critica

Gio, 04/12/2014 - 22:59

Veneziani può credere e non credere ciò che vuole, se ciò lo rende più sereno. I fatti parlano: è noto che molte organizzazioni "benefiche", oltre che malavitose, vivono sulle spalle dei poveri e sulla loro esistenza, a volte portano anche mivazioni religiose. Personalmente mi fido maggiormente delle indagini delle forze dell'ordine che sulle credenze di Veneziani. Che la malavita non possa fare certe cose senza l'ausilio dei politici lo sanno pure i bambini. Invece Veneziani non crede che...opinione legittima, come leggitimo è credere la terra quadrata.

tzilighelta

Ven, 05/12/2014 - 17:53

Finalmente! Quasi non credo a quello che leggo ma questa volta Veneziani si guarda in casa e spara ad alzo zero senza se e senza ma "Fate comizi, cortei e striscioni, non fate più gli assessori, i sindaci e i presidenti. Non è cosa vostra." parole sante, a destra come a sinistra c'è bisogno di guardarsi dentro e smetterla di dire che gli altri sono peggio, il conto (in negativo) è pari, ma a destra c'è sempre stato il vizio di negare l'evidenza e poi rifugiarsi nei soliti luoghi comuni contro l'avversario, leggere qui nel Giornale da parte del miglior intellettuale di destra parole mai sentite prima è come uno squarcio nel cielo, bene Veneziani e tanti saluti a Francalanza e gli altri ancora con le fette di salame in faccia!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 05/12/2014 - 18:39

Carissimo @tzilighelta, La ringrazio per i 'saluti', anche se non ne capisco molto il senso. Avrei avuto più interesse nel sentire un Suo giudizio sulle mie considerazioni espresse nel post delle 19.10: è ovvio che non posso pretenderlo, ma ho l'impressione che Lei non lo abbia letto! Credo anche che Lei non abbia colto lo spirito dell'intervento di Veneziani: la destra deve tornare ad essere 'opinione', quasi una sorta di aristocrazia con venature vagamente gattopardesche. Lontana dalla politica? perchè no? Ma vicina ai cuori! PS: Ha detto bene: le fette di salame me le metto in faccia; fa molto "La maschera e il volto"; farò ridere, ma almeno non me le metto sugli occhi!

tzilighelta

Sab, 06/12/2014 - 13:51

Rosario Francalanza, egregio, facciamo che a lei ho mandato solo i saluti senza l'affettato, le riconosco una certa onestà intellettuale che sommata alla conoscenza storica da lei sempre ben esposta e articolata fanno si che io le mostri il rispetto dovuto. Io mi riferivo al pezzo di Veneziani e le giunte di destra, dopo la Polverini con Fiorito è la volta di Alemanno e il "nero" Carminati, ci sono anche i rossi del pd, ma Veneziani questa volta non li nomina neanche, finalmente stende un resoconto degli ultimi venti anni di destra al potere dopo lo sdoganamento di B. un fallimento totale, grottesco ai limiti dell'incredibile e sembra non avere fine! Ecco, io mi tolgo il cappello quando qualcuno da dentro ha il coraggio di non cercare scuse e neanche confronti! Le multe di Marino in panda rossa fanno solo ridere e Veneziani ha colto la differenza! Poi se vuole parliamo dei disastri sinistri, ma non in questo pezzo! A rileggerla, saluti!

Ritratto di francesco45

francesco45

Sab, 13/12/2014 - 16:38

Leggo sempre con voracità i tuoi articoli . Questo è straordinario per la tua onestà intellettuale. Complimenti Sei Grande!