Foibe, M5S smentisce la sindaca e si accoda a Fratelli d'Italia

Anche i deputati del 5 Stelle votano la mozione di Fratelli d'Italia che vincola le scuole a far parlare della tragedia delle foibe i soli testimoni diretti e le associazioni degli esuli istriani, giuliani e dalmati

“Saranno i testimoni di quelle vicende, gli appartenenti alle associazioni di esuli giuliano-dalmati, insieme agli storici che collaborano con le università, a incontrare gli studenti, al fine di trasmettere e conservare la memoria della storia e della tragedia dei confini orientali”. Val la pena di leggerle bene queste righe, soprattutto di questi tempi, tempi in cui l’Anpi si siede in cattedra anche in occasione del Giorno del ricordo con tanto di patrocinio del Comune di Roma.

Queste righe, infatti, stabiliscono un principio fondamentale: la memoria è sacrosanta e non si appalta al miglior offerente. A sancirlo è una mozione presentata in commissione Cultura della Camera da Fratelli d’Italia e votata all’unanimità. Anche dai colleghi pentastellati, quindi, che così facendo hanno di fatto smentito l’orientamento della sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Da tempo – si legge nell’atto – in molte scuole a parlare delle foibe e dell’esodo sono associazioni che il più delle volte tendono a minimizzare l’evento o comunque ad effettuare ricostruzioni negazioniste”. Ed è per “scongiurare questo pericolo” che a ricordare quei fatti dovranno essere i testimoni diretti degli stessi o gli appartenenti alle associazioni di esuli giuliano-dalmati.

La prima a parlare di “vittoria contro l’omertà e il revisionismo ideologico” è proprio la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, dalla sua pagina Facebook. Anche Federico Mollicone e Paola Frassinetti, deputati di FdI e firmatari della mozione, si dichiarano soddisfatti di aver messo al riparo da “teorie negazioniste non corrispondenti alla realtà” la divulgazione di quel capitolo di storia. Ma c’è di più. Perché, annunciano i due, “pur nel rispetto dell’autonomia scolastica, il governo ha accolto la richiesta che vengano proiettati nelle scuole documentari e filmati come Rosso Istria”.

Nel frattempo sulla trovata della giunta Raggi sono intervenute anche due interrogazioni. Una alla presentata in Campidoglio dal consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, ed una indirizzata al ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri “affinché vieti qualsiasi incontro di questo genere”.