Lite Meloni-Annunziata: "Il pericolo fascista? Scatta sempre con la par condicio"

Scontro tra la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, e la giornalista di Mezz'ora in più, Lucia Annunziata: "Mi si chiede della storia e non dei programmi del mio partito, chieda a Zingaretti dei morti del comunismo”

Scontro in diretta tv tra la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e la giornalista Lucia Annunziata. A tenere banco è il tema del fascismo e delle periferie, dopo i disordini della scorsa settimana nel quartiere romano di Casal Bruciato, dove un gruppo di residenti sostenuti da Casapound ha tentato di bloccare il trasferimento di una famiglia rom all’interno di una casa popolare.

“Il fascismo non sta ritornando, il fascismo scatta quando scatta la par condicio, appena finirà la campagna elettorale, il problema non ci sarà più”, ha attaccato la Meloni incalzata dalle domande della conduttrice di Mezz’ora in più. “Trovo abbastanza ridicolo e triste che ogni volta che vengo intervistata dal servizio pubblico mi si chiede della storia e non dei programmi del mio partito”, ha proseguito, invitando provocatoriamente la giornalista a chiedere “a Zingaretti del comunismo e dei morti che ha fatto”.

Il battibecco è proseguito sulla vicenda della famiglia Omerovic. “Questi sono quartieri popolari in cui l'intellighenzia, che lei difende, ci dice che sono tutti razzisti”, ha detto l’esponente del centrodestra. “È una narrazione sbagliata”, ha replicato l’Annunziata, ribadendo come le periferie romane stiano diventando preda dei movimenti neofascisti. “È efficace secondo lei il lavoro politico di Forza Nuova e CasaPound?”, ha chiesto allora alla Meloni che ha replicato stizzita: “Il mio giudizio su chi dice ti stupro è che si tratta di un idiota, ma per voi che potete aggirare il problema dicendo che 'il problema è che c'è la destra’, io dico che il problema è un altro. Queste periferie sono state abbandonate dall'intellighenzia e dalla politica a cui non frega niente perché non ci vivono, invece l'unica soluzione è aiutare questa gente che è stata abbandonata”.

“Mi chiede di Casapound – attacca ancora la Meloni - io sono un'altra cosa. C’è tanta gente non ideologizzata, non potete far finta di nulla”. La leader di Fratelli d’Italia si è lamentata in più di un’occasione con la conduttrice, sul fatto che non le avrebbe lasciato abbastanza spazio per replicare. “Lei ha fatto quaranta puntate senza mai parlare di fascismo, ora che c’è la campagna elettorale ne riparliamo”, ha osservato, recriminando alla giornalista di non essere stata messa nelle condizioni di dire nulla sul programma del suo partito.

Commenti

Renadan

Dom, 12/05/2019 - 21:08

Basta ho deciso. Non pubblico piu i commenti su questo giornale, tanto non me li pubblica. Siete piu a sinistra di prodi. Mi sono fotto. Tolgo l account. W salvini w il duce w la meloni se molla silvio. Addio

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mortimermouse

Dom, 12/05/2019 - 21:24

mi pare pure corretta la risposta della meloni ! al di là del 4-5 % che potrebbe avere alle elezioni, ma meloni merita molto piu del rispetto! i babbei comunisti e grulli la devono far finita con queste pagliacciate antifasciste, antinaziste, ecc, come se l'ideologia comunista sia accettata come unica forma di ideologia ammissibile! ne abbiamo le palle piene, per questo io voto berlusconi e FI !!

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PaoloDN

Dom, 12/05/2019 - 21:42

Che noia questi propagandisti (il giornalismo è un'altra cosa), che utilizzano giudizi sicuri sulla storia e non sanno far parlare i politici sulle proposte per affrontare i problemi presenti o affrontarli sulle loro responsabilità personali passate su quanto potevano fare per il loro paese; comunque, la Meloni ha ragione, chiedere a lei del fascismo sarebbe come chiedere a quelli del PD sul comunismo, per queste domande io seguo gli interessanti programmi storici di Paolo Mieli su Rai Tre.

ex d.c.

Dom, 12/05/2019 - 23:47

Il fascismo è finito da oltre 70 anni. Il comunismo esiste ancora ed è guidato da persone peggiori di prima. Non votare contro è pericoloso

Maver

Lun, 13/05/2019 - 12:35

Di una rivoluzione nel campo dei media, volta alla garanzia di una effettiva par condicio si avverte oggi la necessità in modo vieppiù inderogabile. Anche quando si ottiene la governance del paese, questa da sola non basta, anzi alla lunga si dimostra inane se tutto l'apparato mediatico è opposto e unidirezionale. Il miracolo dell'affermazione del pensiero Sovranista(al di là della reale capacità di far coesistere fra loro anime sovente antitetiche), consta della capacità di ottenere il consenso, nonostante la marginalizzazione e il silenzio subito dalle sue aree politiche; e tuttavia se non cambierà il sistema informativo non potrà sopportare a lungo il quotidiano stillicidio che gli viene riservato dalla maggioranza dei media.