Matteo fuoriclasse. A fregare gli altri

Un campione di cinismo e arrivismo che punta solo al potere

I potenti al tempo di Renzi è il titolo di un libro venuto alla luce in questi giorni, suscitando curiosità. Scritto da Luigi Bisignani con Paolo Madron (entrambi giornalisti, anche se il primo non si è limitato a lavorare in redazione: si è occupato di molto altro), racconta i retroscena della politica e le gesta dei suoi protagonisti, quasi tutti arrampicatori, alcuni acrobati. Da quel che si legge nel volume, edito da Chiarelettere, si capisce che nella presente congiuntura il più abile e spericolato scalatore è l'attuale premier, il quale sin da quando frequentava la scuola materna ha sempre puntato non a essere il primo della classe, cosa di cui non gli importava e non gli importa nulla, bensì a impadronirsi del potere. Si è talmente allenato nell'esercizio di conquistarlo e amministrarlo da non avere, oggi, alcun rivale in grado di contrastarlo.

Bisignani e Madron, stimolandosi a vicenda, ricostruiscono per filo e per segno i passi da gigante compiuti dal giovin fiorentino per giungere in fretta sulle più alte vette istituzionali. Contornandosi di amici di ogni tipo, specialmente democristiani, ex boy scout, progressisti all'acqua di rose e cattolici opportunisti, a 28 anni Renzi aveva già il bastone del comando in mano e l'ha utilizzato per farsi eleggere presidente della Provincia di Firenze, infinocchiando col sorriso sulle labbra i reduci del comunismo militante che avevano visto in lui un astro nascente.

Nell'arte sovrana di fottere i compagni, Matteo ha la stoffa del fuoriclasse. Basti pensare alla destrezza con cui è passato da sindaco del capoluogo toscano a segretario del Pd: si è mangiato l'ottimo Pier Luigi Bersani come una merendina, poi si è divorato in un sol boccon l'ingenuo Enrico Letta e si è insediato a Palazzo Chigi, da cui medita di uscire coi piedi davanti, cioè post mortem . Le premesse affinché il suo piano - resistere a capo del governo sino al termine della vita - si compia, ci sono tutte. Le ha create egli stesso assegnando i posti chiave a pretoriani fidatissimi che lo proteggono; di più, lo adorano perché senza la sua spinta non sarebbero mai entrati nelle stanze che contano. Renzi in pratica si è dotato di un esercito di miracolati, la sopravvivenza dei quali è legata alla sua. Per cui essi si batteranno senza risparmio per salvarlo in quanto è l'unico modo per salvare sé medesimi. Così si fa per durare.

Nell'estensione e nella conservazione del potere, Renzi ha fatto proprie le tecniche dei vecchi principi della Democrazia cristiana (Amintore Fanfani e Giulio Andreotti), affinandole, perfezionandole e adeguandole alla velocità che caratterizza la nostra epoca. Egli vuole tutto e subito. Se non lo ottiene, finge di averlo ottenuto e strombazza risultati illusori camuffandoli in maniera che sembrino autentici, credibili agli occhi del popolo, ovviamente bue. Il presidentino non si arrende, ma arretra, cambia idea e tattica, spacciando ogni mutamento di linea come un aggiustamento di tiro.

Il suo ottimismo è persuasivo e contagioso. I suoi discorsi si bevono come acqua fresca e rigenerante, fanno digerire il politichese che gli italiani hanno ingoiato per 70 anni fino a provarne nausea. Egli è imbattibile nel prendere in giro l'uditorio e nel sedurlo inondandolo di parole che dipingono sogni irrealizzabili. «L'Italia riparte» è il suo slogan preferito e idoneo a far scattare l'applauso. Oddio, il Paese in effetti è ripartito, però a marcia indietro; questo almeno si evince dall'esame dei dati macroeconomici.

Pochi si accorgono dei bluff renziani. L'uomo ama sorprendere. Non calcola i propri attacchi, li azzarda, prende alla sprovvista gli avversari e li rottama. Non conosce né la coerenza né la lealtà: va dritto verso l'obiettivo e, se non lo raggiunge, si giustifica così: calma, quasi ci siamo. Non sarà facile scalzarlo. Manca chi sia attrezzato per dargli lo spintone decisivo. La destra è impegnata a riorganizzarsi e non è pronta a superarlo. La sinistra è disorientata dal proprio leader e lo subisce come una calamità naturale.

Insomma, il cosiddetto «uomo solo al comando» arriva sempre primo proprio perché corre da solo, privo di antagonisti all'altezza. La vicenda dell'elezione al Quirinale di Sergio Mattarella, nella ricostruzione di Bisignani e Madron, merita di essere letta. Nei giorni delle votazioni, dentro il Palazzo è successo di tutto. Nelle trattative mise il becco anche Pier Ferdinando Casini, e ciò spiega perché il centrodestra se la pigliò in saccoccia. Pagine che oscillano tra la cronaca e la barzelletta: imperdibili per chi desideri comprendere in quale Paese ci tocca campare. Alla stessa stregua si gustano i brani del capitolo che affronta le fregature rifilate da Renzi al suo mentore Francesco Rutelli. Matteo gli ha sfilato i migliori collaboratori, isolandolo completamente. Invece di premiarlo per l'aiuto ricevuto, lo ha scaricato senza indugio, considerandolo probabilmente un pezzo di ferro arrugginito.

Il cinismo è l'arma migliore del signorino premier. Un'arma che egli maneggia con maestria. Quanto alle donne, di cui ama circondarsi quali collaboratrici (domestiche), le usa e da esse non si fa usare. Chiamatelo fesso.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 15/04/2015 - 19:01

FELTRI, sono d'accordo su tutto. però il punto è: chi riuscirà a fermare questo asfaltatore incontrollato? ormai asfalta tutto e tutti, se c'è una buchetta sulla strada, lui asfalta anche le finestre e le porte!! se c'è da demolire un palazzo, con gente dentro, lui lo demolirebbe senza preoccupazioni! è questo il problema! il PD non riesce a fermarlo, allora dobbiamo pensarci noi che siamo gli odiati del PD? ma che razza di italiani siamo? queste sono domande che dovremmo porci per molti anni a venire....

Paolino Pierino

Mer, 15/04/2015 - 19:02

Matteo è di famiglia ladrona Leggere la storia del padre della madre che tra fallimenti bancarotta truffe tangenti e benefit ricevuti multe fiscali mai pagate incassi in nero sono quasi trent'anni che frodano il fisco i lavoratori e le leggi fanno i furbi a me paiono sono certissimo solo società familiari a delinquere. Matteo ti faranno presto la pelle e subito ti cremeranno le carogne puzzano.

Massimo Bocci

Mer, 15/04/2015 - 19:19

Il Gordon Gekko, del contado Fiorentino lui villico (che sé fatto le ossa nella parrocchia del paese, un tutt'uno tra, parrocchia e casa del popolo, catto-comunista, che si immagina già dittatoriello padrone della Signoria, ha solo un problema che è in una CORTE??? CORTILE??? DICIAMO UN AIA.............. DI LADRI e MALFATTORI COOP!!! Che come cariatidi si sin già magnato tutto e aspettano solo di trovare la loro sede definitiva dal depredato Palazzo Vecchio (già sede dei Medici) a l'ora d'aria al carcere di.......... Soliciano!!!

eureka

Mer, 15/04/2015 - 20:53

Se ne sono accorti solo adesso? In pratica si è auto eletto da solo con solo i voti di una parte del suo partito. Evidentemente ha messo in atto un nuovo tipo di personale democrazia escludendo tutti gli Italiani. Questo normalmente si chiama regime.

fabianope

Mer, 15/04/2015 - 23:13

find/replace matteo/silvio...e -caro Feltri- si trova ad aver scritto 2 articoli perfetti in un colpo solo!!

Ritratto di gianpaolo.barsi

gianpaolo.barsi

Gio, 16/04/2015 - 00:51

Come sempre, lucidissima l'analisi di Feltri. Gli italiani? sonnecchiano, non votano, aspettano anche un ventennio, sopportano ladrocini e soprusi e poi magari decidono per piazzale Loreto. Se non arriva prima un altro artista della fregatura da osannare e da abbattere. E' l'Imbrogliocrazia, bellezza. Quousque tandem?

Ritratto di mambo

mambo

Gio, 16/04/2015 - 00:56

condivido in pieno. Se il popolo poteva votare il Presidente, Avremmo avuto finalmente un Presidente degno.

Ritratto di mr.cavalcavia

mr.cavalcavia

Gio, 16/04/2015 - 07:29

"Non conosce né la coerenza né la lealtà": vero! Ad abbattere uno che si è auto eletto con la minoranza dei voti deve essere la minoranza. Una minoranza dura, durissima, spietata e giocoforza scorretta come e più del signorino presidente.

Duka

Gio, 16/04/2015 - 07:46

E' incredibile l'ottusità dei "politici" per modo di dire. Hanno impiegato 12 mesi per capire che il bullo è un imbroglio-

mifra77

Gio, 16/04/2015 - 07:56

Più si gonfia il palloncino e più forte sarà il botto quando esplode! Un botto ed il giochino è rotto!

Ritratto di freeskipper

freeskipper

Gio, 16/04/2015 - 08:03

Se fregare il prossimo è sinonimo di "fuoriclasse" allora siamo per davvero alla fine del mondo. Non condivido l'esaltazione che Vittorio fa di Renzi, penso semplicemente che il premier sia l'interfaccia tra l'europa e l'Italia, messo lì dai cosiddetti poteri forti. Altro che fuoriclasse. Renzi se sta dentro o fuori la "classe" lo deve soltanto ed esclusivamente a chi ha confezionato il pacco!

Giovanmario

Gio, 16/04/2015 - 12:46

si è gonfiato il risultato delle europee (il 40% del 50% degli aventi diritto) con gli 80 euro, si è aumentato il numero dei deputati da s.c. al pd con la non scritta promessa di farli eleggere un'altra volta (e quando mai ci sarebbero riusciti restando nel vecchio partito?), si sta assicurando un congruo numero di voti alle prossime elezioni con la defiscalizzazione per tre anni dei nuovi contratti a tempo indeterminato, cioè fino al 2018, creando false speranze e inutili aspettative, perchè dopo il 2018 e cioè dopo aver stravinto le elezioni grazie al premio di maggioranza da lui stabilito, gli italiani si vedranno togliere gli 80 euro e i giovani assunti verranno tutti rispediti a casa a fare i bamboccioni..