Il nonno infoibato, lo zio fucilato Quelle due tragedie in famiglia

I Marchionne segnati dalla guerra e l'amore per il Tricolore E Sergio nel 2012 partecipò al raduno degli esuli istriani

Il nonno infoibato dai partigiani di Tito, lo zio fucilato dai tedeschi, il papà carabiniere, che si innamora e sposa una giovane istriana. Non è un caso che Sergio Marchionne fa ricamare il Tricolore sui suoi leggendari maglioni neri. Nelle vene ha il sangue istriano, del dramma dell'esodo e di una famiglia segnata per sempre dalle cicatrici della guerra. Un destino che porta i genitori a trasferirsi in Canada, dove Marchionne è cresciuto diventando uno dei più illuminati manager globali.

Nel 2010, il Giornale ha raccontato per primo la storia familiare relegata sempre nell'ombra dell'uomo della Fiat-Chrysler. Suo nonno materno, Giacomo Zuccon, aveva un emporio a Carnizza, vicino a Pola. Il papà, Concezio Marchionne prestava servizio nella stazione dei carabinieri e proprio nel negozio di famiglia ha conosciuto Maria, la donna della sua vita. Nel caos dell'8 settembre del 1943 i partigiani di Tito vanno a caccia dei «nemici del popolo». Il nonno di Sergio Marchionne viene infoibato anche se non ha mai portato la camicia nera. Suo figlio Giuseppe, rientrato a casa a piedi, dopo l'armistizio, inizia le ricerche, ma i tedeschi, che stanno riconquistando l'Istria lo fucilano come disertore. Così Marchionne ha perso pure lo zio nella tragedia della seconda guerra mondiale. Papà Concezio, per fortuna già trasferito in Slovenia e poi a Gorizia, ultimo vallo contro l'avanzata dei partigiani jugoslavi, sopravvive alla guerra. Maria, l'amore istriano, fugge e lo raggiunge seguita dalla sorella Anna, che si imbarca a Pola sul Toscana nel 1947, l'ultima nave degli esuli.

I genitori di Marchionne si sposano in Italia e Sergio nasce a Chieti nel 1952. Anni duri per gli esuli, che la propaganda comunista bolla come fascisti. La zia Anna si trasferisce in Canada come tanti istriani costretti ad abbandonare le loro terre. La sorella Maria e suo marito alla fine la seguono per garantire un'istruzione migliore al figlio Sergio, che non dimenticherà mai l'Istria. Dopo l'uscita del Giornale, l'amministratore delegato della Fiat partecipa nel 2012 a Torino, per la prima volta, al raduno degli esuli che ogni 10 febbraio ricordano la tragedia delle foibe. E scrive parole di apprezzamento a esuli famosi come il dalmata Franco Luxardo su carta intestata della Fiat group: «Una storia, come quella della sua famiglia, che parla di sofferenza e di sacrifici, ma soprattutto di tenacia e di rinascita è un esempio prezioso in un mondo spesso rassegnato all'inerzia».

Alla Voce del popolo, giornale degli italiani rimasti in Istria, racconta senza rancore i lutti familiari. Il titolo non lascia dubbi: «Marchionne, forte e sensibile come un istriano vero».

Commenti

27Adriano

Lun, 23/07/2018 - 08:32

Forza Sergio!

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Leonida55

Lun, 23/07/2018 - 08:58

E i sinistri gli sputano addosso. Classico da ipocriti.

Ritratto di Nitrogeno

Nitrogeno

Lun, 23/07/2018 - 09:06

Così si spiega, in parte, come anche i politicanti di ogni razza gli stavano "a distanza" debita. La sua Storia familiare parlava, ne aveva per tutti, di tutte le "inclinazioni". Specie se Comunisti, PCI, a suo tempo alleati con i criminali, assassini, infoibatori Slavi. Anche per questo, oggi, le zecche-rosse, i "Maramaldo" del Manifesto, vilmente si "vendicano" attraverso il loro giornalaccio da latrina.

Ritratto di mailaico

mailaico

Lun, 23/07/2018 - 09:27

pensa ... invece io me ne sono stato a casa mia e il tricolore non lo metto mai. A me di questi parassiti NON FREGA NIENTE!

uberalles

Lun, 23/07/2018 - 09:31

I kompagni (leggasi boldrini, saviano, rossi etal hicc) avrebbero preferito vedere la Fiat ridotta come l'Alitalia: un grande serbatoio di voti da gente che vive alla grande con i soldi dei contribuenti che lavorano, guidata da una pletora di radical chic i quali, a turno, inventano soluzioni improbabili e se ne vanno, dopo avere pretesa la prebenda per le loro bischerate...Avanti un altro, purché venga da sinistra...

giovanni951

Lun, 23/07/2018 - 09:35

e quindi? cosa c’entra con quello che ha fatto in Fca?

angelovf

Lun, 23/07/2018 - 10:02

Adesso si capisce il motivo di tante offese, solo perché non era un comunista parassita e assassino di chi la pensava diversamente da loro. La sola colpa è che le fabbriche di auto italiane dovevano tutte restare in Italia,, detto questo, in questi tristi momenti non si inveisce contro un moribondo, come se loro poi, sarebbero i salvatori dei lavoratori, loro che si sono mangiati l'italia.

ale76

Lun, 23/07/2018 - 10:05

era tanto amante dell'italia che le tasse le pagava in svizzera...

Paolo17

Lun, 23/07/2018 - 10:28

La cosa più triste, drammatica e che non lascia alcuno spazio di speranza di rinascita per questo Paese, al di là della malattia di Marchionne, sono i linciaggi, gli sfottò, le cattiverie, di tante bestie che si stanno accanendo contro un uomo che, come tutti gli uomini e le donne di questo mondo, ha fatto i suoi errori ma che, nel bene o nel male e con tutte le contraddizioni del caso, ha salvato un'azienda e la maggioranza dei suoi lavoratori da un fallimento devastante. La fine della cultura di un Paese alla deriva lo si vede anche da queste piccole cose.

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Antipupazzo

Lun, 23/07/2018 - 10:30

Caro Leonida55 ma cosa ti aspettavi da degli incapaci sinistri, bravi soltanto a incrementare le loro coop, i loro conti correnti e insudiciare volgarmente e falsamente gli avversari politici bravi ed onore per l’ITALIA! Mentre loro in sei anni di governo hanno portato quasi al fallimento la loro itaglietta, per fortuna abbiamo potuto votare cambiare tutto e speriamo di poterci mettere ancora una pezza. SPERIAMO!!!! Sarà dura, ma con uomini come MARCHIONNE grande anzi grandissimo (che purtroppo non ci sarà più) e speriamo nel nuovo governo, piano piano potremo avere una rinascita.

ARGO92

Lun, 23/07/2018 - 10:47

CARO NITROGENO D ACCORTO QUASI CON TUTTO MA LE FACCIO PRESENTE CHE LE FOIBE IN FRIULI VENEZIA GIULIA SONO STATE "RIEMPITE"DAI KRIMINALI PARTIGIANI ITALIANI AIUTATI ATTIVAMENTE PER DISPUTE PERSONALI DA BASTARDI DEL POSTO E NON I PARTIGIANI DI TITO LORO HANNO "LAVORATO A COTTIMO" A CASA SUA

Ritratto di jasper

jasper

Lun, 23/07/2018 - 11:35

Un grande Italiani odiato dai comunisti criminali come sempre.

Carlo-OM

Lun, 23/07/2018 - 12:08

Rincresce per quelle tragedie. Ma mi RIFIUTO DI TRALASCIARE che HA la residenza in Svizzera. Per pagare meno tasse? Gente cosi', quale anche de maledetti (e tanti altri: cantanti, attori, intellettualoidi e pennivendoli d'ogni sorta), va disprezzata quanto i sinistri.

Popi46

Lun, 23/07/2018 - 12:08

A me non interessano gli antenati, che ovviamente hanno un peso nella formazione culturale del singolo rampollo,a me interessa anche il futuro prossimo.... basta recriminare, quello che è stato è stato e io manco nata ero...NON SE NE PUÒ PIÙ!!!!

claudio faleri

Lun, 23/07/2018 - 12:11

nitrogeno.....applausi per quello che dici, aggiungo solo che la sinistra parassita in italia ha sempre vissuto bene con i soldi di tutti, retorica tanta, sostanza nulla

cecco61

Lun, 23/07/2018 - 12:31

A chi lamenta la residenza in Svizzera chiedo perché non siano altrettanto lapidari col loro paladino, De Benedetti. Una differenza però c'è: Marchionne, i suoi debiti in Italia, li pagava mentre De Benedetti no (vedi MPS), lasciando che a saldare i suoi conti fossero gli italiani. Si aggiunga che Fiat oggi ha ancora aziende in Italia mentre De Benedetti le prende per arricchirsi, farle fallire e lasciare a casa migliaia di lavoratori ma nessuno ha nulla da ridire. Come sempre, per i sinistrati, non conta ciò che fai, ma il partito che voti.

Ritratto di abj14

abj14

Lun, 23/07/2018 - 12:32

Popi46 12:08 scrive : 1) "A me non interessano gli antenati, . . . a me interessa anche il futuro prossimo" – Mi sembra si stia contraddicendo. Se dichiara interessarle ANCHE il futuro prossimo, significa che le interessa ANCHE il passato prossimo e/o remoto. - - - 2) "basta recriminare, quello che è stato è stato e io manco nata ero...NON SE NE PUÒ PIÙ!!!! " – A) Il fatto che lei non fosse ancora nata, immagini quanto gliene cale a qualcuno che invece era nato, è tuttora vivente e magari ha vissuto sulla sua pelle certe vicende. B) Che non se ne possa più non lo credo; dopotutto non mi sembra lei abbia titolo per giudicare a nome di tutti; dica almeno, più modestamente, "non ne posso più". – Saluti.

Pinozzo

Lun, 23/07/2018 - 13:20

Che sia stato un grande manager e abbia traformato in meglio la fiat e' innegabile, con tutti i risvolti positivi sui lavoratori e sull'indotto. Che abbia trasferito la sede legale di FCA in UK, e quindi zero tasse pagate in Italia, anche.