Ormai Marino non serve più: resti pure dov'è

Qualcuno dice che Ignazio sia un ottimo sub, altri che sia mediocre e altri ancora che sia un sub normale. Accertata, invece, la sua straordinaria capacità di galleggiare

Non c'è da polemizzare su Ignazio Marino, ma solo da ridere. Si dà il caso che il bistrattato sindaco di Roma, ad onta degli attacchi subiti, non abbia fatto una piega. Si ha l'impressione che le critiche gli abbiano rinforzato il sistema immunitario; egli ormai è invulnerabile. Come Achille dell'Iliade, è debole esclusivamente nel tallone col quale difatti ragiona. Mentre la città va notoriamente a rotoli, lui si tuffa nei mari esotici, pur mantenendo con Franco Gabrielli, il prefetto che gli è stato affiancato in Campidoglio, una costante comunicazione telefonica, ovviamente tra una immersione e un'altra.

Qualcuno dice che Ignazio sia un ottimo sub, altri che sia mediocre e altri ancora che sia un sub normale. Accertata, invece, la sua straordinaria capacità di galleggiare, un autentico sughero: più lo mandi giù e più torna su. D'altronde, Marino è nato a Genova, dove l'acqua non manca nemmeno nei rari momenti in cui non è in atto un'alluvione.

A parte questi brevi cenni biografici, comunque utili a inquadrarne la personalità, l'uomo, secondo indiscrezioni, sarebbe in procinto di rientrare in sede, dove è atteso da un lungo riposo. È vero che gli hanno lasciato intatta la poltrona di sindaco: formalmente, continuerà ad essere lui il primo cittadino romano; in pratica, però, non avrà nulla da fare, tranne forse il taglio di alcuni nastri e la celebrazione di matrimoni civili, in verità sempre più frequenti.

Delle incombenze spettanti di norma al presidente della giunta comunale, si occuperanno gli assessori, specialmente uno, quello richiamato allo scopo di maneggiare i soldi e di controllare i bilanci, con più buchi di quanti non ve ne siano sulle strade della metropoli. Alle questioni scottanti e delicate si dedicherà il prefetto Gabrielli: per esempio, la sistemazione decente dei campi rom, la collocazione dei migranti eccetera. In sostanza, sui settori in cui mafia capitale ha lucrato in modo inverecondo, accumulando un bottino pari alla ricchezza di dieci sceicchi, sorveglierà l'alto funzionario dello Stato, nella speranza che cessino, o almeno si riducano, le ruberie sino a ieri sistematiche, delle quali i sindaci, poveri ragazzi, non si erano accorti, forse perché distratti dal troppo lavoro o dai troppi ozi, dipende dalle opinioni.

Intorno a Marino, dato che è medico chirurgo, è stato creato un cordone sanitario finalizzato a impedirgli di provocare ulteriori danni, benché a lui sia stato detto che l'apparato di esperti messogli a disposizione sia lì per aiutarlo. Siccome egli non è fesso, avrà capito di essere stato esautorato e si renderà altresì conto della cortese presa in giro. Cosicché gli consigliamo di rimanere a bagnomaria, visto che la sua presenza a Roma, non essendo manco decorativa, sarebbe completamente superflua. Se poi coloro che l'hanno rimpiazzato si rivelassero - ed è improbabile - peggiori di lui, pazienza: egli avrebbe facoltà di rimpatriare anche solo per firmare, stavolta sul serio, le dimissioni.

Commenti
Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Ven, 04/09/2015 - 10:53

Tornato a Roma, Ignazio Marino si è ritrovato ad essere un "pesce fuor d'acqua".

Ritratto di Rames

Rames

Ven, 18/09/2015 - 14:15

Ma chi lo ha votato?Complici di un disastro.Qualcuno dovra' averlo votato no?