In Parlamento lo scandalo degli «asili gender» Centrodestra unito: «Intervenga il ministro»

TriesteTempesta di interrogazioni parlamentari e levate di scudi del centro destra contro il discusso gioco «gender» proposto in 45 asili del capoluogo giuliano. Oggi si terrà una riunione con i genitori, a porte sbarrate per la stampa, nell'asilo Cuccioli, dove una coppia ha sollevato per prima il caso «Pari o dispari? Il gioco del rispetto», nome ufficiale della controversa iniziativa didattica. Non solo è previsto che i bambini si tocchino le zone genitali, ma i maschietti dovrebbero pure vestirsi da donne e viceversa per poi venire intervistati sulle reazioni. Il tutto con dei piccoli di 3-4 anni.

Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega alla Camera, chiede con un'interrogazione parlamentare al governo «se sia a conoscenza di questo progetto e se ne condivida il merito; se non ritenga che al di là dell'intento di facciata non ci sia il tentativo, non tanto di insegnare il rispetto tra le persone, ma d'istillare la nota “ideologia del gender”, fin dalla più tenera età, che prevede l'assoluta libertà di scegliersi il sesso a cui appartenere».

La parlamentare triestina di Forza Italia, Sandra Savino, con un'altra interrogazione va giù ancora più dura: «Chiedo se il ministro all'Istruzione, non ritenga necessario intervenire per quanto di propria competenza, anche attraverso l'attivazione di una procedura ispettiva, per sospendere il progetto». Secondo Savino il gioco oltre a non avere «alcuna funzione pedagogica, risulta completamente inadatto, ancor più perché rivolto a bimbi in età prescolare di 3-4 anni». La deputata di Forza Italia si dice sconcertata «da mamma e da nonna quale sono. Pensare di rimuovere degli improbabili pregiudizi di genere a dei bambini di cinque anni facendo vestire i maschi da femmine e viceversa, nonché indirizzarli verso reciproche esplorazioni del corpo, mi pare una deriva eccessiva, un'avanguardia didattica ideologicamente sbagliata».

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, si dice «esterrefatta per la proposta della Serracchiani», governatrice della regione Friuli-Venezia Giulia, che ha cofinanziato il progetto e pronta a presentare un esposto in Procura. In Consiglio comunale «Un'altra Trieste» chiederà domani «l'immediata sospensione del “Gioco del rispetto”». Secondo indiscrezioni saranno autorizzati solo un paio di attività del progetto. La giunta di Trieste ha stanziato 11.960 euro per l'iniziativa utilizzati in gran parte per la formazione di 74 maestre. La vicesindaco Fabiana Martini difende con il Giornale il progetto ribadendo che «non esiste alcuna malizia. Sono state estrapolate frasi su toccamenti e travestimenti, che non corrispondono allo spirito del gioco. L'obiettivo è la trasmissione dell'uguaglianza di genere. E gli esperti sostengono che non è troppo presto cominciare con i bambini dell'asilo».