Renzi ha paura della guerra: niente soldati italiani in Libia

Il governo tirato per la giacchetta dagli alleati americani. L'ambasciatore Phillips parla addirittura di 5mila uomini. Il premier non si sbilancia: "Serve responsabilità"

Il governo italiano si è ritrovato in guerra a sua insaputa. L'irritazione del premier Matteo Renzi, prima relegata ai retroscena ieri è diventata più esplicita, con dichiarazioni di parlamentari vicini al premier. Renzi non ha parlato, ma rispetto ai giorni scorsi si è mostrato ancora più prudente. Ai suoi collaboratori ha fatto capire che per l'Italia le priorità per il momento sono diplomatiche. «I venti di guerra lasciamoli da parte, non inseguiamo in alcun modo l'agenda dei media che hanno già messo elmetto e scarponi». La nuova linea è: «Grande senso di responsabilità, come deve fare un grande Paese come l'Italia», silenzio fino a quando non torneranno le salme dei due italiani morti in Libia. E respingere le ricostruzioni di questi giorni, definite «improvvide, irresponsabili accelerazioni».Di fatto una marcia indietro rispetto ai piani di intervento filtrati nei media, decisa anche alla luce dei sondaggi che sono chiarissimi. Gli italiani non vogliono nostri soldati nel teatro di guerra libico.A dare un'idea precisa dell'aria che tira a Palazzo Chigi è Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa del Senato e solidamente renziano.

L'impegno militare non c'è «sia nell'immediato e sia in un secondo momento», ha detto a Skytg24. È il Renzi pensiero, non la semplice presa di posizione di un parlamentare Pd. Confermato dal capo di stato maggiore della Difesa generale Carlo Graziano, «assolutamente sorpreso per le ricostruzioni giornalistiche che continuano a imperversare». Il premier teme gli effetti della guerra. Quelli reali, le inevitabili perdite di una missione che comporterà vittime. Quelli politici, in vista delle elezioni amministrative con consensi che sono già in costante calo. Infine quelli diplomatici. L'intervento a guida italiana è un impegno che rischia di costare molto, per un risultato che rischia di essere nullo.La strategia dell'Italia è quindi quella di aspettare. In generale che si chiariscano gli equilibri, in Libia ma anche in Europa. Per il medio termine l'Italia pretende che in Libia si formi un governo di unità nazionale che chieda ufficialmente aiuto alla comunità internazionale. L'impegno italiano, se ci sarà, sarà molto limitato. Operazioni di polizia contro Daesh e, soprattutto, intelligence.Che si tratti di una marcia indietro emerge dalle aspettative che gli Stati Uniti hanno riposto sull'Italia. Ieri l'ambasciatore degli Stati Uniti John R. Phillips ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera nella quale si fa il numero di militari italiani impegnati in Libia: circa 5mila. E la guida delle operazioni.Gli italiani sono nettamente contrari. Secondo un sondaggio di ieri realizzato da Ixè per Agorà (Raitre) i no all'intervento sono l'81%, i favorevoli il 14% mentre i «non so» il 5%. Anche tra le forze politiche la contrarietà all'intervento è quasi unanime. Pesa la prospettiva di una guerra che di fatto è con truppe a terra. Ma anche la memoria del precedente intervento in Libia che portò alla fine di Gheddafi, con conseguenze totalmente negative per l'Italia, a partire dall'immigrazione. Ieri Silvio Berlusconi, ha detto «no ai bombardamenti in Libia. Spero che il governo Renzi non commetta l'errore di intervenire. Spero - ha aggiunto - che ci sia un filo di saggezza». Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta ha ricordato «il disastro che si è realizzato in primavera-estate-autunno del 2011 in Libia» che vedeva «l'Italia di Berlusconi assolutamente contraria», fu l'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a costringere il premier a concedere le basi per i bombardamenti.

Commenti
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gabriellatrasmondi

Sab, 05/03/2016 - 08:40

Porca miseria è l'unica cosa buona che farebbe! Qualunque guerra fa solo danni!!!!

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do-ut-des

Sab, 05/03/2016 - 08:45

se mai dovesse arrivare la guerra in Italia, non dovremmo poi tanto avere paura degli isis, ma più che altro, delle bande di criminali, ladri e stupratori che scorrazzano sul nostro territorio. Infatti si sono presentati tutti qua in tempo, attendendo quel giorno e nel frattempo si fanno assistere belli e pacifici (pacifici insomma).

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BenFrank

Sab, 05/03/2016 - 08:58

Di sicuro non vi andranno i "lupetti" di Firenze guidati in campo dal "pirla del deserto" di Rignano"

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mbferno

Sab, 05/03/2016 - 09:28

"Andate avanti voi che poi vi seguo".....questo è il Renzi-pensiero seguito da:Serve responsabilità=io non ci penso nemmeno a rischiare la poltrona e la faccia.La poltrona viene prima della faccia in quanto questa non ce l'ha piu',la poltrona si,ancora per poco.

edo1969

Sab, 05/03/2016 - 09:33

Berluscioni non aveva paura della guerra

edo1969

Sab, 05/03/2016 - 09:36

Non credo ai sondaggi. Quello che citate voi è totalmente opposto a un altro che ho visto su la7. A chi credere?

vince50_19

Sab, 05/03/2016 - 09:58

No truppe? Comprendo che, dopo aver ridotto allo stato larvale le ff.aa., ci sia qualche dubbio. Però, Leviathan, Three Eyes .. bye bye .. Al massimo, per ora, la polisportiva di Campi Bisenzio, se ha posti liberi..

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Flex

Sab, 05/03/2016 - 10:05

Bene, bravo REnzi, niente soldati Italiani in Libia. Ci manderà battaglioni di pacifisti sostenuti da un rientro massiccio degli immigrati.

Luigi Farinelli

Sab, 05/03/2016 - 13:03

I militari (vedi il Gen.Cabigiosu) hanno già prospettato chiaramente, da bravi "tecnici", costi e benefici di un intervento. Un tecnico responsabile è quello che, al politico (Renzi, Gentiloni..) che gli impone di costruire un manufatto sulla "cacca", risponde che è impossibile fondare su quel materiale; ma non perché lo dica lui, bensì perché cento prove geotecniche e calcoli dicono (oggettivamente!) che la cacca non è un materiale adatto a fondazioni. Ma il politico deve mantenere la poltrona, per cui se ne frega del rapporto benefici/costi (in questo caso fra sicurezza nazionale e prezzo sul campo); e se è un politico di sinistra, deve fare i conti con l'anima ideologicizzata, buonista, falso-pacifista e de-virilizzata dei suoi elettori, eterodiretti dall' "intelligentia progressista" che i concetti di "patria", "sicurezza nazionale", "buonsenso", li irridono a ripetizione. Altro che ottimizzazione benefici/costi!

Luigi Farinelli

Sab, 05/03/2016 - 13:35

Abbiamo sparso soldati italiani per andare a cercare "armi di sterminio di massa", dicendo ad ogni piè sospinto che fossero solo missioni di pace, quasi i soldati fossero poco più che boy scouts (e fu Nassiriyah); o sui mari contro i pirati e i risultati sono stati i nostri marò detenuti in India. Ora che si tratta di cominciare a contrastare una minaccia alle porte di casa, i politici cominciano a targiversare; agiscono non in nome dell'interesse prioritario della sicurezza nazionale ma per non scontentare l'anima ipocritamente buonista e pacifista dei propri elettori! Che è cosa di pari gravità della vigliaccheria o della politica del "tira il sasso e ritira la mano" (perché a questo fannoo pensare Renzi tentenna, in divisa in mezzo ai militari e Gervasoni).

Keplero17

Sab, 05/03/2016 - 13:35

Sì però ha twittato che: fra poche ore ostaggi in Italia, e quindi tiene le persone informate, con tutto il lavoro che sta facendo per i migranti riesce a trovare anche il tempo per gli italiani.

elpaso21

Sab, 05/03/2016 - 16:21

Molto piacevole che si continui a parlare dell'intervento in Libia con un continuo marcia avanti - marcia indietro, se non sanno cosa fare almeno se ne stiano zitti.

elpaso21

Sab, 05/03/2016 - 16:33

Vorrei far notare che Renzi si sta dimostrando anche lui incapace e inadatto almeno quanto Berlusconi, ricondo che nell'aprile scorso si era impegnato a mettere in opera una campagna per "distruggere i barconi prima che partano", ma cosa se ne è fatto?

seccatissimo

Dom, 06/03/2016 - 04:33

Spero che il frottolo-sbruffone nazionale non commetta pure lui l'errore gravissimo e suicida di farci fare la guerra alla Libia ! Berlusconi come pdc ha commesso moltissimi errori, uno di quelli più grossi ed imperdonabili è stato aver deciso di fare la guerra alla Libia di Gheddafi. Una vigliaccata un porcata, una str0nzata, una cazzata megagalattica che all'Italia ha fatto un incalcolabile enorme danno!