Siccità, la sindaca di Anguillara contro la Raggi

Sabrina Anselmo, sindaca M5S di Anguillara Sabazia, accusa Virginia Raggi sull'emergenza siccità: "Se è venuta, io non l'ho mai saputo. Non so se la cosa sia stata presa sottogamba. Fatto sta che è stata gestita malissimo"

"La Raggi? Alle riunioni sul lago di Bracciano non è mai venuta". Sabrina Anselmo, sindaca M5S di Anguillara Sabazia, comune che insieme a Bracciano, Trevignano e Roma, costituisce il Consorzio del lago di Bracciano, dalle colonne de La Stampa, attacca il sindaco della Capitale, Virginia Raggi sull'emergenza siccità.

Anselmo è una grillina ambientalista, impegnata in una battaglia affinché Acea e il Comune di Roma (che ne detiene il 51%) fermino le captazioni di acqua dal lago. Il primo cittadino di Anguillara che, come ha già scritto anche ilGiornale.it rischia l'espulsione dal Movimento, spiega che il suo allarme è rimasto inascoltato. "Da novembre abbiamo allertato i tavoli con i rappresentanti di Acea sul territorio. Poi a marzo sono cominciate le riunioni periodiche in regione. Gli attori c'erano tutti, Acea, la Regione, l'unico sempre assente - attacca la Anselmo - è stato la Città Metropolitana (guidata da Virginia Raggi), che non si è mai presentata".

La sindaca di Anguillara accusa la Raggi di negligenza e dice: "Se è venuta, io non l'ho mai saputo. Non so se la cosa sia stata presa sottogamba, o se sia stata delegata Acea a gestire la situazione. Fatto sta che è stata gestita malissimo. Se da novembre si fossero presi i provvedimenti giusti, magari si sarebbero salvati quei 40 centimetri che a noi avrebbero fatto la differenza. Questo non prendere mai in considerazione la realtà dei fatti mi amareggia. Acea a volte è venuta ai tavoli anche con arroganza". La Anselmo ricorda che la Raggi: "disse che conosceva bene il problema, che si sarebbe attivata per risolverlo" e aggiunge: "Capisco perfettamente che un sindaco sale su un treno in corsa. Però un piano più tempestivo non avrebbe portato a questi risultati".

Anselmo, prima di essere candidata, nascose di essere stata condannata per calunnia nove anni fa. La pena fu condonata e, poi, estinta per indulto ma la storia è tornata a galla proprio ora, nel pieno dell'emergenza:"È inutile negarlo. E non le nascondo che non è il primo che fa questa riflessione. I fatti parlano chiaro. Pago la battaglia per fermare le captazioni di acqua dal lago, battaglia che ho fatto assieme agli altri due sindaci del lago". Il sindaco intende, però, intende andare avanti:"Io non mi tiro indietro. Dovessi scontrarmi con tutto e tutti. Ero entrata nel Movimento proprio per fare battaglie come questa per l'ambiente".