Vilipendio, Storace assolto «L'indegno è Napolitano»

Annullata in appello la condanna a sei mesi dopo la rinuncia alla prescrizione. L'ex ministro: «Felice, lui mi prese in giro»

I l fatto non costituisce reato. Si chiude così con una assoluzione piena il processo a Francesco Storace per vilipendio del Capo dello Stato, in riferimento alle dichiarazioni rese nel 2007 in risposta a Giorgio Napolitano e in particolare per l'uso del termine «indegno». Il verdetto è firmato dai giudici della prima Corte d'Appello di Roma che ribaltano così la decisione presa in primo grado e costata a Storace una condanna a sei mesi di reclusione.

La Corte d'Appello di Roma ha pienamente riconosciuto le ragioni della difesa. La procura generale aveva chiesto la conferma della condanna a sei mesi, formulata nel novembre del 2014. L'ex governatore del Lazio era ricorso in appello e si era battuto perché si arrivasse a un giudizio rifiutando la prescrizione. La sentenza è stata accolta da un applauso dai presenti in aula mente il leader della Destra si è detto «felice» e ha subito fatto capire di non essere disposto a dimenticare: «Al Quirinale, alla festa della Repubblica, non ci vado perché non voglio vedere Napolitano. S'ingozzino loro».

Dopo la richiesta di conferma della condanna avanzata dalla procura generale, il collegio difensivo composto dagli avvocati Naso e Reboa aveva chiesto l'assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Per Naso «non si può mancare di rispetto a una senatrice a vita, la Montalcini, infastidendola con dichiarazioni politiche? Ma come, è quello il compito di un politico. Se questa è vera democrazia e un libero cittadino può essere libero di esprimere una opinione, seppur sgarbata, nei confronti del capo dello Stato (il riferimento è all'assoluzione a una donna a Rovigo che su Facebook aveva insultato Napolitano, ndr), perché non può farlo un politico? Serve parificazione: assolvete Storace».

L'ex ministro della Salute, da vero animale politico, aveva trascorso la giornata mantenendosi in contatto con elettori, simpatizzanti e curiosi attraverso una diretta Facebook. «Nel processo si mette in campo la dignità di un uomo di destra. Chiesi scusa a Napolitano, gli scrissi anche una lettera. Mi ricevette al Quirinale e ci lasciammo con una stretta di mano. Purtroppo ho l'impressione di essere stato preso in giro» racconta lamentando anche l'assenza di una solidarietà da destra: a partire da Matteo Salvini. Silvio Berlusconi, invece, si felicita con il suo ex ministro della Salute. «Sono davvero molto contento che Francesco Storace sia stato assolto. E comprendo benissimo l'angoscia che Storace ha provato in tutti questi anni per essere stato sottoposto a un processo tanto lungo quanto ingiusto. Forza Italia, che è il movimento che si batte per la libertà e la democrazia in Italia, difende tenacemente il diritto di ciascuno a esprimere le proprie opinioni».

Storace comunque guarda al futuro e rivolge un appello a Sergio Mattarella: «Inviti i parlamentari a modificare la legge che giace alla Camera dei deputati». E poi le dichiarazioni del post-assoluzione. «Evidentemente si poteva dire indegno a un presidente della Repubblica fazioso. Se Mastella non avesse autorizzato il processo si sarebbero risparmiati tanti soldi. Adesso vanno ringraziati i miei avvocati, appassionati difensori di una battaglia di libertà».