Protesta universitaria: si scende dai tetti per salire sulla Scala

Gli studenti universitari si preparano alla solita contestazione. Ma l’evento non si ferma: la Valchiria trasmessa in 90 cinema

Sul palco vergini guerriere, fratelli incestuosi, eroi, cavalli alati e il Richard Wagner più ideologico con la sua Valchiria, attualissima maledizione dell’oro e del capitalismo. Fuori la protesta degli studenti universitari che per la prima della Scala sospenderanno la sospensione del ponte di Sant’Ambrogio. Non resistendo al fascino di telecamere e taccuini spianati. E allora tutti in piazza, magari insieme ai lavoratori, quelli sì che gli tocca masticare il pane amaro dei licenziamenti in arrivo e delle fabbriche che non ce la fanno a superar la crisi. E, invece, i ragazzi giocheranno un po’ a far quelli che rifanno il Sessantotto. Magari con qualche ragione, sicuramente senza aver letto nemmeno una pagina dell’ormai famigerata riforma Gelmini. Ma tant’è, il cartellone prevede ormai l’immancabile recita.
Dentro quest’anno tocca all’affascinante, ma terribilmente oscura saga wagneriana, mica la Carmen zum-pap-pà dell’anno scorso che tanto era piaciuta alle sciure bene infiocchettate dai soliti stilisti da santambrogio. E, infatti, per la prima volta complice anche la crisi (2.400 euro un posto in platea), i biglietti faticano ad andar via. Nessuna lista di vip in attesa. Da lodare in coraggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nonostante l’età e le cinque ore di note nordiche e tedesco, ancora una volta ha deciso di occupare il palco reale a fianco di Letizia Moratti. Per il resto confermata solo la presenza dei due ministri di casa, i lombardi allo Sviluppo economico Paolo Romani e del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Atteso da Roma il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Michele Vietti. Poi il governatore Roberto Formigoni e il presidente della Provincia Guido Podestà. Debutto per il nuovo questore Alessandro Marangoni con il prefetto Gian Valerio Lombardi. Dall’estero Petra Roth, sindaco di Francoforte gemellata con Milano e Jacques Attali, già consigliere del presidente francese Nicolas Sarkozy. E poi sovrintendenti dei teatri europei, il direttore del Centre Pompidou Didier Ottinger e quello della nuova galleria d’arte di Berlino Udo Kittelmann, il magnate turco Yalchindag Dogan e la curatrice del Guggheneim Vivien Green.
Ma per chi non si può permettere la follia, la Valchiria sarà trasmessa in diretta e in alta definizione in 90 cinema grazie al network digitale Microcinema e Rai Trade. Secondo capitolo della tetralogia de L’Anello del Nibelungo, è l’inizio di un viaggio straordinario nel mondo dei miti e delle leggende antiche. L’allestimento, popolato di personaggi immaginari e di figure oniriche, è firmato da Guy Cassiers, artista eclettico e tecnologico che ha rivoluzionato il linguaggio teatrale contaminando tradizione e multimedialità. Daniel Barenboim dirige un cast con alcune fra le migliori voci wagneriane: Nina Stemme (Brnnhilde), Waltraud Meier (Sieglinde), Vitalij Kowaljow (Wotan), Ekaterina Gubanova (Fricka). «L’opera lirica al cinema è ormai percepita come un progetto culturale ad alto valore sociale», spiega Roberto Bassano, amministratore delegato di Microcinema. Per quello di Rai Trade Carlo Nardello, «grazie alle nuove tecnologie della comunicazione, è stato possibile liberare dai vincoli fisici e architettonici delle mura teatrali l’evento musicale».