Quando l’Hammond fa rima con De Francesco

L’organista Joey De Francesco ritorna questa sera al Blue Note con il suo Hammond B3, assistito da Massimo Faraò (pianoforte, tastiere) e da Carmen Intorre jr (batteria). Nato a Philadelphia, De Francesco ha oggi 37 anni ma è difficile, a prima vista, indovinare la sua età per via della mole. Non a caso, infatti, quando si parla con lui, il dialogo simpatico e cordiale scivola inevitabilmente, dalla musica al cibo. È figlio d’arte: il padre era anch’egli organista e lo portava da piccolo ad ascoltare l’asso dell’Hammond Jimmy Smith, per cui Joey cominciò fin da bambino ad esercitarsi sullo strumento. Quando ebbe sette anni, Smith lo ascoltò, ne intuì il talento e lo incoraggiò a continuare.
Joey non ebbe esitazioni, quantunque l’organo - molto usato nelle chiese nere d’America per il gospel e il blues - sembrasse uno strumento destinato a un rapido declino a causa del suo ingombro. Invece, dopo Fats Waller, Count Basie e pochi altri, fu proprio Jimmy Smith a dargli un nuovo linguaggio solistico jazzy, accentuandone nello stesso tempo il vigore ritmico. Smith è scomparso nel 2005, ma De Francesco ha fatto in tempo, nel 2004, a registrare con lui l’album Legacy dando una grande soddisfazione a se stesso ma pure al vecchio maestro, stanco e ammalato, che in quella registrazione sembrò rinascere a nuova vita, interpretando insieme con l’allievo prediletto alcuni dei propri classici come Mojo Working, Dot Com Blues e Midnight Special.
È stato il festival di Verona dei tempi d’oro a far conoscere per la prima volta De Francesco in Italia con un concerto trionfale al Teatro Romano. In seguito l’organista si è fatto apprezzare sempre di più nel nostro Paese, in ciò coadiuvato dai numerosi dischi a suo nome, particolarmente dai più recenti per Concorde, Organic Vibes con il vibrafonista Bobby Hutcherson e Live: The Unauthorized Bootleg with Special Guest George Coleman.
Joey De Francesco
Blue Note, via Borsieri 37 (Infoline 899 700 022)
oggi e domani (h 21, 23,30)