Quando le mamme fanno male: troppi farmaci a 3mila bambini

Il centro antiveleni: genitori superficiali e abuso di pillole. Così il 97 per cento degli errori terapeutici avviene in casa

Tremila e cento casi di errori terapeutici in un anno. Ma stavolta la malasanità non c'entra. Gli sbagli e le sviste si annidano all'interno delle mura domestiche e riguardano gli avvelenamenti e le intossicazioni da farmaci.
È questo il dato emerso dalla prima analisi descrittiva degli errori terapeutici rilevati in Italia dal Centro antiveleni di Milano, principale centro di riferimento nazionale. In collaborazione con l'Istituto superiore di sanità per la creazione di un sistema informativo dedicato alle esposizioni pericolose e alle intossicazioni, dal database del sistema sono stati estratti i casi di esposizione a farmaci per errori rilevati nel 2008. Nel corso dell'anno il Centro antiveleni di Milano ha rilevato 3.111 casi di errori terapeutici, il 97 per cento dei quali avvenuto in ambiente domestico. Attentissimi ai primi segni di malanno dei figli, ma evidentemente un po' superficiali nella gestione dei medicinali a commettere le sviste maggiori sono stati proprio i genitori. Il 51 per cento dei casi arrivati al Centro antiveleni ha riguardato bambini al di sotto dei 5 anni. Tradotto in numeri: a 1.604 bimbi era stata somministrata una terapia sbagliata o in sovradosaggio. Genitori disattenti o cassette dei medicinali troppo piene? "La disponibilità di farmaci è aumentata, così come l'utilizzo di medicinali nel tentativo di risolvere i sintomi più rapidamente. La medicalizzazione, ma soprattutto l'induzione di bisogni di terapia mediante messaggi pubblicitari è incalzante. Esiste senza dubbio un mal uso del farmaco - spiega la dottoressa Franza Davanzo responsabile del Centro antiveleni del Niguarda - Quello che più colpisce negli errori terapeutici è che quando viene richiesta la causa dell'errore le risposte più frequenti sono: "avevo in casa le stesse supposte che già somministravo al più grande e non mi sono resa conto della differenza della dose"; "era una bustina da sciogliere in acqua e non mi sono accorto che era un altro farmaco perché la confezione mi sembrava simile"; "non ho capito come doveva essere diluito, dato che ne avevo appena finito un altro che doveva essere diluito in questo modo, poi ho letto il foglietto illustrativo e mi è sorto il dubbio" oppure" ho letto il modo di prepararlo ma non ho capito le indicazioni riportate" e anche " non sapevo dovesse essere diluito credevo dovesse essere assunto in polvere". Un caso su due non ha avuto bisogno di cure ospedaliere. Ma non sempre gli errori terapeutici si risolvono senza conseguenze. "Mi ricordo il caso di un bambino di 1 anno e mezzo con vomito e diarrea che per somministrazione errata di una soluzione reidratante per via orale con troppo sodio bicarbonato è morto"" racconta la dottoressa Davanzo. Che non esita a mettere in guardia da una insinuante abitudine all' abuso di farmaci: "I medicinali devono essere prescritti dal medico curante e utilizzati sotto la sua guida. Il fai da te o il suggerimento della vicina, dell'amica o della pubblicità devono essere evitati".
E se purtroppo si dovesse verificare un errore o dovesse insorgere anche solo un dubbio è bene consultare subito il Centro Antiveleni. Con un'avvertenza: "Non praticate terapie improvvisate che non hanno alcuna efficacia (per esempio bere il latte), non fidatevi di quello che sentite dire, i cosiddetti rimedi di una volta). Piuttosto tenete in casa il carbone attivato in polvere che è una delle terapie più efficaci: agisce come una carta assorbente per eliminare la dose in eccesso di farmaco".