«La riforma della scuola è di tutti» Centinaia in piazza per Formigoni

Tutti contro il ricorso del governo: cori e slogan davanti al Pirellone. Le mamme: «Sui valori non si tratta»

Il sorriso dell’assessore regionale all’Istruzione, Gianni Rossoni parla da solo: il mondo della scuola lombarda è con lui e con il governatore Formigoni. Tutti a sostenere quella legge approvata in consiglio regionale ad agosto sul sistema educativo di istruzione e formazione professionale, che il ministro alla Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha impugnato davanti alla Corte costituzionale una settimana fa. Nel mezzo del pomeriggio assolato di ieri infatti, ai piedi del Pirellone centinaia di persone non hanno certo lesinato le parole di protesta, canti, slogan e cori da stadio.
Roberto Formigoni ha lasciato i suoi uffici per scendere a salutare e a ringraziare i manifestanti. «Non è la legge di Formigoni e Rossoni ma una legge, quella sulla scuola, di tutta la Lombardia - ha detto - appoggiata dalla stragrande maggioranza del mondo sociale ed economico e del mondo stesso della scuola, studenti, famiglie, insegnanti». E poi, rincarando la dose, aggiunge: «Il conflitto che il ministro dell’Istruzione Fioroni ha sollevato contro di noi è sbagliato per due motivi. Primo, perché la materia di cui la nostra legge si occupa è di esclusiva competenza regionale, come dice la stessa Costituzione. Secondo, perché va contro la domanda di futuro di tanti giovani, che la società lombarda chiede a gran voce». Gli fa eco Mariella Ferrante, presidente di Diesse Lombardia, l’associazione di insegnanti propugnatrice della manifestazione: «Questa legge garantisce la possibilità di scegliere, questo è importante per il futuro dei nostri ragazzi. Abbiamo chiesto un incontro con Fioroni ma il ministro ci ha snobbati. Ora siamo pronti ad andare a Roma a manifestare». Chiosa l’assessore competente, Rossoni: «Non amiamo certo lo scontro istituzionale, ma siamo determinati a proseguire nella risposta all’esigenza dei nostri giovani e del nostro sistema di istruzione».
Agguerriti i genitori presenti. Carla, madre di tre figli che frequentano scuole milanesi, racconta: «L’educazione dei miei figli è un valore su cui non sono disposta a negoziare. Voglio che venga tutelato il diritto di una madre di scegliere in assoluta libertà l’istituto nel quale i propri figli verranno educati. Sono qui a difendere quella quota capitaria che Formigoni ha promesso alle famiglie lombarde». Questo infatti il primo dei tre punti nodali per cui la manifestazione è stata indetta: libertà di scelta per le famiglie, regionalizzazione dei corsi per la formazione professionale, un’autonomia reale per gli enti scolastici nell’organizzare una proposta formativa adatta ai bisogni degli studenti. «Ci siamo organizzati in meno di due giorni effettivi e la risposta della gente è sorprendente. Siamo circa un migliaio di persone e la partecipazione vivace di tutti questi ragazzi mostra in modo inequivocabile quanto la scuola tenga a questa legge regionale - commenta Luisa Cogo della Foe -. Ognuno di questi giovani è più che cosciente del motivo per cui è qui, altrimenti non perderebbe certo un pomeriggio di svago altrove». Ma la bagarre non finisce qui: giovedì prossimo alla Camera si discuterà un’interpellanza presentata da circa 40 deputati lombardi per chiedere al governo di ritirare il ricorso: questo l’annuncio di (Forza Italia). Ne vedremo delle belle.