Allergia alle graminacee: quali sono i sintomi e come si cura

La terapia desensibilizzante o immunoterapia specifica con estratti allergenici può essere d'aiuto

La percentuale di persone colpite è cominciata a crescere alla fine del 1900 e oggi si stima che ne siano affetti il 10-15% degli individui. Stiamo parlando dell'allergia alle graminacee, ovvero una reazione del sistema immunitario che si verifica quando quest'ultimo viene in contatto con alcune sostanze presenti nell'ambiente generalmente considerate innocue. Esso si difende producendo Immunoglobuline E (IgE) che a loro volta stimolano il rilascio di mediatori chimici dell'infiammazione, quali: istamina, prostaglandine, leucotrieni e altri. Queste provocano poi il classico processo flogistico, dilatano i capillari e richiamano particolari cellule di difesa dal sangue e dai tessuti fino a dare il via alla sintomatologia. Il meccanismo della reazione allergica da polline - cioè le cellule riproduttive maschili - delle graminacee si svolge in due fasi:

1) Fase di sensibilizzazione: consiste nel primo contatto dell'organismo con l'allergene. Riconoscendolo come estraneo, il sistema immunitario sviluppa anticorpi allergici per eliminarlo. I sintomi tuttavia sono silenti;

2) Fase allergica: un nuovo contatto con l'allergene scatena le manifestazioni tipiche della rinite e/o della congiuntivite allergica.

Solitamente questo disturbo si presenta con cadenza stagionale e insorge nei mesi dell'anno - tra marzo e settembre in special modo - nei quali avviene la fioritura della specie vegetale incriminata (codolina, gramigna dei prati, erba mazzolina ecc.). Da non sottovalutare anche il rischio di introdurre gli allergeni con la dieta, infatti gli alimenti a base di cereali appartenenti alla famiglia delle graminacee sono abbastanza diffusi. I sintomi variano da persona a persona e possono presentarsi sia in maniera lieve che in modo serio. I più comuni sono:

- Prurito al naso;

- Attacchi di starnuti;

- Congestione e secrezione nasale abbondante di colore chiaro;

- Riduzione dell'olfatto;

- Difficoltà respiratorie;

- Irritazione oculare con prurito e intensa lacrimazione;

- Fotofobia;

- Prurito alla gola;

- Senso di malessere generale.

In alcuni soggetti predisposti possono innescarsi i segni tipici dell'asma. Nei casi in cui si verificano cross-reattività-polline-alimento si hanno disturbi della deglutizione, bruciore al palato e gonfiore della mucosa oro-labiale. Queste manifestazioni insorgono in seguito all'assunzione di alcuni tipi di frutta e verdura fresca. Raro, seppur contemplato, il rischio di shock anafilattico. Il trattamento migliore consiste nell'evitare l'esposizione all'allergene. La sintomatologia, invece, può essere gestita mediante antistaminici, corticosteroidi, decongestionanti spray, antileucotrienici. Una menzione a parte merita la terapia desensibilizzante o immunoterapia specifica con estratti allergenici della durata di 3-5 anni e consistente nell'allenare in maniera graduale la risposta immunitaria nei confronti dell'allergene, al fine di ridurre sia nel numero, sia nell'intensità gli episodi acuti.