Salvini attacca: "Basta con i finiani Landi va cacciato"

Il capogruppo leghista attacca l’assessore: "Pensa alle bizze di Fini e non ai milanesi: mandiamolo via prima di Ferragosto"

«Le liti dei finiani ci hanno proprio rotto».
Onorevole Matteo Salvini, un po’ di rispetto.
«L’ultima cosa di cui Milano ha bisogno, sono i capricci e le capriole dei seguaci di Gianfranco Fini».
È il dibattito politico.
«Se fossi il sindaco Letizia Moratti, viste le ristrettezze di bilancio del Comune, risparmierei un assessorato e un assessore».
Facile capire di chi parla.
«L’assessore Giampaolo Landi di Chiavenna ha deleghe importanti, disabili, tutela della salute».
E allora?
«Se deve passare l’ultimo anno di mandato a seguire le uscite balzane di Fini, allora è meglio che se ne vada. Di una brutta copia di Italo Bocchino sinceramente non sappiamo che farcene».
Landi ha difeso coraggiosamente quello che era il capo di An, il suo partito. È stato coerente.
«Lo faccia a Roma, qui a Milano serve altro».
La politica appassiona gli italiani.
«Incontro tanti milanesi e non ne ho trovato uno che abbia capito e soprattutto condiviso il voltafaccia di Fini».
Qualcuno ci sarà.
«A me tutti dicono che dal Comune si aspettano di più. Mica mi chiedono quale sia il destino di Fini o di Landi».
Ci sarà pure libertà di dibattito.
«La libertà di dibattito è un conto, ma altro è la difesa dei milanesi. E a questo sindaco e assessori devono pensare».
Quindi?
«Ci sono sedici assessori per un milione e 300mila milanesi, anche se la Moratti ne manda a casa uno, non succede niente».
Ma perché dovrebbe mandarlo a casa?
«Perché se passa metà giornata a polemizzare, poi dove trova il tempo per pensare ai disabili o alla salute dei milanesi?».
E quando la Moratti lo dovrebbe mandare a casa?
«Per me anche prima di Ferragosto».
Prestino. E lo dice proprio la Lega che non si risparmia certo le polemiche?
«Polemizziamo spesso con la Moratti, con De Corato per la sicurezza, con la Moioli per i servizi sociali».
Appunto.
«Sempre critiche costruttive. Mica per sfasciare tutto».
Dice che Fini vuol sfasciare tutto?
«Critiche sono fondate sul nulla, solo invidia e gelosia. Non vogliamo che qualcuno lo riproduca anche qui».
Fini dice di voler difendere la legalità.
«La legalità la difende il ministro Roberto Maroni con la lotta a mafia e criminalità».
Si andasse a votare, le comunali potrebbero essere appaiate allo politiche.
«Egoisticamente dico che la Lega è 365 giorni all’anno per strada e non ha certo paura di votare. Però...».
Però?
«Se penso all’interesse del Paese e di Milano vorrei campagne elettorali separate. I voti li voglio a chi ho spiegato dove e come voglio fare le case popolari, voglio parlare di piazza Prealpi, di asili, nidi, parcheggi, nuove strade».
Rischia di saltare il federalismo.
«Mancano solo due passaggi in autunno e poi avremo realizzato una rivoluzione. E Milano sarà la città che più ne guadagnerà».
Allora resisterete.
«Vivacchiare non è nello stile della Lega. Se sarà necessario staccheremo la spina».